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Al Pilla va in scena il film per combattere la paura della matematica. “Il futuro delle nuove generazioni dipende dallo studio dei numeri”

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Aldo Reggiani durante l’incontro al Pilla

“Le uniche prospettive future per il mondo del lavoro gli studenti le devono rintracciare nella matematica”. Per più di qualche allievo dell’Istituto Pilla di Campobasso sarà suonato stridente il pensiero espresso dall’ingegnere Aldo Reggiani subito dopo la proiezione del film ‘Magia Saracena’. Una pellicola che, unendo il mondo dell’arte a quello dei numeri, conquista un alto valore educativo per lasciare un messaggio importante: nulla è possibile senza i numeri.

Né è convinto Reggiani, presidente dell’associazione ‘Spettacoli di Matematica’  che organizza eventi nelle scuole, con un team di attori ed ingegneri  al fine di accantonare finalmente quei luoghi comuni che pongono in contrasto le materie “umanistiche” da quelle “scientifiche”, né sono convinti i docenti del Pilla, così come la stessa Rossella Tilli, scenografa del film che ha raccontato di come la sua creatività senza i numeri non troverebbe mai uno sbocco possibile. “Fare la scenografa – ha detto la Tilli – significa lavorare a progetti che richiedono un’ottima conoscenza di numeri e formule, significa utilizzare programmi per computer fondati su algoritmi matematici. Quindi senza i numeri, sono davvero convinta, che il mio potenziale espressivo non sarebbe mai uscito fuori”.

Ma rompere i luoghi comuni non basta. E allora cosa è indispensabile affinché gli studenti inizino ad amare la matematica.

“La scuola può motivare i giovani mettendoli in contatto con esperienze diverse, favorendo esperienze relative all’alternanza scuola lavoro o alla cosiddetta matematica emozionale, per far comprendere loro che la matematica è una forma d’arte e come tale va studiata. Tuttavia, ha specificato Reggiani l’investimento maggiore sta in capo alle famiglie. Sono loro che devono trasmettere ai ragazzi l’importanza dello studio della matematica.  Prima di tutto fornendo loro un esempio, incentivando la loro presenza alle mostre e agli eventi a carattere scientifico e, soprattutto, dando valore a tale ambito. Credo onestamente – ha proseguito – che i docenti non possano fare più di ciò che già fanno. Troppo frequentemente gli insegnanti sono delegittimati dalle famiglie, oppure oberati di compiti amministrativi che nulla hanno che fare con la didattica. Mentre i genitori di oggi dovrebbero tenere più in considerazione questa importante e difficile professione”.

Parole e pensieri che trovano una validità precisa in un paese che richiede nuove competenze per un mondo del lavoro in cui spesso l’offerta mal si coniuga con la domanda e in cui i giovani se mal stimolati dal mondo adulto continueranno a risolvere le equazioni su internet. Soluzioni per problemi imminenti che di certo sono destinate a futuri fallimenti.

fab.abb

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