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Battista, nel presentare i due assessori De Bernardo e Rubino, puntualizza: “Se l’ostruzione continuerà a venire dall’interno tutti a casa. Stiamo lavorando per rilanciare Campobasso, punto di riferimento sul territorio”

Il sindaco Battista tra gli assessori Rubino e De Bernardo

Il sindaco Battista tra gli assessori Rubino e De Bernardo

L’occasione è stata quella per presentare i due nuovi assessori della Giunta comunale di Campobasso, Francesco De Bernardo e Maria Rubino. Il sindaco Antonio Battista ha approfittato dell’incontro con i giornalisti per sfogare tutta la sua amarezza al termine di un periodo costellato da attacchi da tutti i fronti alla sua amministrazione: stampa, opposizione e, soprattutto, da alcuni consiglieri della sua maggioranza. E proprio contro chi, della sua squadra, lo ha criticato aspramente ha lanciato un chiaro messaggio: “Se l’azione amministrativa e politica dovesse essere bloccata dai gruppi di maggioranza o dettata da ricatti e pressioni, non esiterò a mandare tutti a casa”.

“Con Bucci – interpellato sul pesante j’accuse del consigliere comunale piddino, il quale ha annunciato di lasciare la presidenza della commissione consiliare – risolveremo tutto con il dialogo”. 

Parole forti che fanno seguito a un periodo molto difficile.

Battista traccia un bilancio della prima parte dell’azione amministrativa, sottolineando come la città di Campobasso abbia riacquistato la centralità che le spetta, “non è Battista a essere Presidente della Provincia, ma la città capoluogo presiede l’ente provinciale. Dobbiamo andar fieri di ciò, perché abbiamo un cospicuo numero di sindaci che ci seguono. Siamo un punto di riferimento sul territorio”.

“Ho portato a compimento – prosegue il primo cittadino, commentando l’allargamento della Giunta – semplicemente ciò che già ho annunciato lo scorso mese di gennaio. Tra le altre cose, sono nove assessori, ma ci saranno soltanto otto indennità, che i miei collaboratori divideranno. Preciso che noi non stiamo rubando nulla, perché ci siamo posti alcuni obiettivi, che stiamo raggiungendo col lavoro quotidiano”.

“L’amministrazione Di Bartolomeo dovette chiudere dieci scuole – ha commentato Battista io ne ho dovute chiudere sette. Stiamo lavorando per mettere tutti gli istituti scolastici in sicurezza. Ovviamente, questo è un traguardo che potrà essere raggiunto tutti insieme”.

“Abbiamo preso – Battista elenca quanto fatto nella prima parte della legislatura – decisioni sull’urbanistica su questioni che stavano ferme al palo da tanti anni, abbiamo piantato già 400 alberi, sono state recuperate la Villa de Capoa e la via Matris. Sono stati aggiudicati definitivamente i lavori della tangenziale Nord, fermi al palo da decenni, a breve affideremo i lavori del collegamento terminal – via Mazzini. Abbiamo recuperato il rapporto col territorio e con le associazioni di volontariato, abbiamo un ruolo guida all’interno dell’Ats, sul fronte culturale a gennaio saranno pubblicati i libri del Gasdia sulla storia di Campobasso. Abbiamo riallacciato i rapporti col Circolo Tennis, iniziando l’opera di esternalizzazione degli impianti sportivi”.

“Alla città – ha proseguito Battista – mi dovrò ripresentare non perché sono uno stoico, bensì per come abbiamo gestito la città in questo lustro”.

“Campobasso merita di più – ha concluso il primo cittadino – che una semplice discussione inerente la possibilità se siano più importanti sei o nove assessori. Noi ci presenteremo alla fine del mandato con i risultati in mano”.

Lo sfogo-bilancio di Battista ha fatto quasi passare in secondo piano la presentazione dei due nuovi assessori Francesco De Bernardo, che ha ceduto il suo posto in Consiglio comunale a Fabio Di Renzo, e all’ex vice-sindaco di Matrice, Maria Rubino, i quali si sono detti “entusiasti ed emozionati per il nuovo incarico”, rimettendo alla fine del mandato un giudizio sul loro operato.

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