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Ciocca sulla visita di D’Alema a Campobasso: “Il ‘sì’ è dei grandi poteri economici, a rischio la democrazia e la sovranità dell’Italia all’estero”

Il consigliere regionale Salvatore Ciocca e l'ex premier Massimo D'Alema

Il consigliere regionale Salvatore Ciocca e l’ex premier Massimo D’Alema

“Eravamo davvero in tanti nella Sala della Costituzione della Provincia di Campobasso insieme all’ex premier Massimo D’Alema”, entusiasta il consigliere regionale Salvatore Ciocca a margine della visita del politico e giornalista, deputato dal 1987 al 2013, ex Presidente del Consiglio dei Ministri ed ex Ministro degli Affari Esteri, intervenuto a Campobasso per esprimere il suo dissenso alla riforma costituzionale Renzi-Boschi.

“Quando parla un politico della sua esperienza – il commento di Cioccanon si può non fermarsi a riflettere. D’Alema non insegue poltrone e interessi, come lui stesso ha ribadito, spiegando in maniera illuminante il motivo della sua campagna elettorale per il ‘no’ alla riforma costituzionale. È un tentativo, peraltro gobbo e pasticciato, per accentrare il potere in mano a pochi arroganti. C’è il rischio, se vincesse il ‘sì’, di una mezza deriva democratica. Spettacolare il finale con la sua idea di ‘adottare un elettore propenso per il sì e tenerselo stretto fino al 4 dicembre. L’ex premier, in questa tornata referendaria, non è sceso volutamente in atteggiamenti maleducati, perché le campagne elettorali devono essere caratterizzate da stile e metodo – le parole del consigliere regionale Salvatore Ciocca – Per D’Alema la vittoria del ‘no’ permetterebbe di iniziare a lavorare seriamente per il futuro. Il ‘no’, infatti, consentirebbe di difendere la democrazia, rispetto ai poteri economici mondiali. Col ‘sì’ l’Italia perderebbe la dignità fuori dai confini nazionali”.

Ciocca è tornato anche sulle battute al vetriolo sul Molise del premier toscano.

“Renzi, quando parla del Molise – le affermazioni del consigliere regionale fa l’esempio che gli dà meno rogne dal punto di vista del risultato, ma che assume un riscontro mediatico alto col suo populismo spicciolo, omettendo però di parlare dei 44 articoli che cambia, insistendo solo sul discorso delle indennità dei consiglieri regionali. Sulla questione potrebbe promulgare una legge ordinaria. E, in tal senso, dimentica di riferire che ha respinto una proposta di legge del Movimento 5 Stelle, che il suo Partito Democratico ha reinviato in commissione, che prevedeva il dimezzamento delle indennità dei parlamentari. Renzi, nel parlare alla pancia dei cittadini, facendo il riferimento alla ventesima regione d’Italia, lede la dignità del Molise, che noi abbiamo come tutte le altre Regioni. Lo afferma la Costituzione. Quella Carta costituzionale che lui vuole cambiare”.

“Io mi aspetterei – l’affondo di Cioccada parte dei colleghi consiglieri e di chi rappresenta le istituzioni di ribadire a Renzi, in una futura visita, che non è dignitoso il modo in cui sta trattando il nostro bello e rispettabile Molise. Poi, se lui vuole deriderci faccia pure, ma diciotto consiglieri regionali su ventuno gli hanno detto ‘no’ e lo confermeranno il 4 dicembre”.

“Mi auguro – ribadisce il consigliere regionaleche l’andamento del voto sia regolare. È  impensabile che chi voterà all’estero dovrà farlo su una scheda non vidimata. Ciò significa che se quelle schede arrivassero in mano a un delinquente potrebbero essere riscritte”.

“Io voglio solo dire al premier Renzi – ha concluso Cioccache ha speso 4 milioni e mezzo di euro per spedire le lettere all’estero sul referendum costituzionale, non ha voluto accorpare il referendum sulle trivelle con le amministrative di maggio e quella tornata referendaria è costata agli italiani duecento milioni di euro. Di quali tagli vuole parlare Renzi io ancora non lo capisco”.

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