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Cronache marziane / Referendum: sì o no? I validi motivi dietro a una scelta che potrebbe essere liquidata con un “forse”

referendum-costituzionaleCRISTINA SALVATORE

Ora manca davvero poco al 4 dicembre. Tra una manciata di settimane metteremo finalmente un punto alla questione “Referendum” che sta impazzando ovunque da mesi: Vicolo Corto, Vicolo Stretto, Piazza della Vittoria, Largo Colombo, Stazione, Prigione,  Probabilità,  piazze virtuali e reali: Sì o No? Personalmente, ne uscirò sfiancata ma felice. Sfiancata perché in giro non si parla o legge di altro. Felice perché in giro si parlerà o si leggerà di altro. Ormai quando vai dal fruttivendolo e stai lì a palpare i pomodori per vedere quali potrebbero essere i più forti, i più capaci di resistere ad una traversata in auto nel traffico cittadino, accuditi da buste biologiche tra buche infauste e frenate improvvise… ecco che ti ritrovi a parlare del quesito referendario. Ma non lo fai con Saragat o Terracini, no. La domanda, spesso, te la pone la signora che sta pesando il prezzemolo perché ancora deve chiarirsi le idee. La risposta spesso la offre il signore che sta palpeggiando  l’uva. Esperto di “enogastronomia” in generale per il solo fatto di avere un orto nel condominio dal 1970. L’addetto alle vendite è solitamente neutrale. Diviso in due tra colui che voterà con certezza e colui che voterà a seconda dei gusti del cliente, per non compromettere trattative future che determineranno le sorti di un negozio che si regge sul tempo libero forzato della moglie.

In sostanza, ancora oggi regna una confusione tale che pure i coriandoli a Carnevale sembrano essere seminati in terra con tecniche di mosaico a rivoltatura e non per caduta accidentale.

Ci sono quelli che hanno deciso per il No perché vogliono il bagno sul pullman, lo sconto famiglia al ristorante di lusso, un bonus omaggio dal parrucchiere nel momento in cui doni alla scienza le tue doppie punte, la certezza della pena nei confronti di chi ti passa avanti dal salumiere (facendo finta di avere a casa un riccio da svezzare ogni 3 ore) e l’abolizione degli sbarchi clandestini sulle coste italiane prima di subito, compresi quelli su colonie che un tempo appartenevano all’Italia.

Poi ci sono quelli per il Sì. Perché vogliono una Nazione meglio collegata con la Cina e il Nepal. Palleggi diretti senza finte o falli, Sky gratuito tutto l’anno, la possibilità di effettuare una TAC il giorno dopo la prenotazione e l’abolizione degli sbarchi sulle coste italiane prima di subito, compresi quelli su colonie che un tempo appartenevano all’Italia.

Tutto abbastanza lineare e in sintonia con le proposte di riforma referendarie di cui si parla da mesi, più o meno, con la stessa frequenza dell’importanza dei vaccini per evitare un’ ecatombe.

A tutto ciò vanno ad aggiungersi i generosi consigli degli amici più esperti. Cioè quelli a cui manca solo il commento in medicina legale che dà diritto ad entrare nella scuola di Harry Potter, e poi apparterranno ai ‘maghi poliedrici’per l’eternità.

I loro pareri tecnici spesso sembrano disinteressati: “voti Sì o No? Dimmelo, tranquillo. Io ti rispetto. Rispetto le tue idee, le idee di tutti”. E poi basta un attimo di incertezza, l’occhio da pesce che fissa il vuoto, per ricevere un “eh, se stai pensando quello che temo, ricordati che hai dei figli, io so dove abiti e mi devi un favore!”.

Tra l’altro, noi donne abbiamo anche più responsabilità: oltre ad essere in netta maggioranza su questa terra, dobbiamo ricordarci che durante il ciclo un “No” non è un “Sì”, un “Sì” non è un “No”, il “forse” non è contemplato e il “dopo ne parliamo” non vale dopo la mezzanotte del 4. Le basi proprio.

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