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Sicurezza scuole, a Palazzo San Giorgio scoppia il caso che mette in crisi gli equilibri della maggioranza

Referendum anti-trivelle

Palazzo San Giorgio, sede del Municipio di Campobasso

La questione sicurezza scuole mette in bilico la maggioranza di Palazzo San Giorgio. Ci vanno giù duro, in una nota stampa, quattro esponenti di altrettanti gruppi consiliari della coalizione di centrosinistra dell’assise del capoluogo.

Si tratta di Michele Ambrosio, Sabino Iafigliola, Gianluca Maroncelli e Federico Sarli, rispettivamente, rappresentanti di Udc, Gruppo Misto, Segnale Civico e Popolari per l’Italia. Un mal di pancia tra le fila della maggioranza che arriva dopo qualche ora dalla querelle tra il dirigente Iacobucci e i genitori della scuola ‘Petrone’, che hanno chiamato in causa il primo cittadino, restando, almeno al momento, senza risposta.

Un’altra chiara presa di posizione viene reclamata ora da Ambrosio, Iafigliola, Maroncelli, e Sarli quando, per pungolare il sindaco Battista prendono a esempio la frase di Italo Calvino, scrivendo i futuri non realizzati sono solo rami secchi del passato” e aggiungendo subito dopo come i “rami secchi vanno tagliati, ritirando le deleghe agli assessori inadeguati e revocando l’incarico al direttore generale, o assumendosi la paternità delle decisioni e le conseguenze politiche”.

Dura la presa di posizione contro il primo cittadino anche quando affermano unanimi “prendiamo con determinazione le distanze dalla gestione fallimentare della pagina politico-istituzionale relativa alla sicurezza delle scuole e nei confronti di coloro che per due decenni hanno rivestito ruoli di responsabilità istituzionale, politica e dirigenziale, alla guida della macchina amministrativa comunale”.

Ancora più incisiva la posizione in contrasto alla gestione della questione scuole da parte del sindaco e della Giunta quando, nella nota stampa, i ‘dissidenti’ sottolineano come l’edilizia scolastica e quelli che dovevano essere gli interventi di riqualificazione e ristrutturazione si siano configurate solo come “promesse elettorali” che devono, a metà mandato, essere onorate.

Dissidenti sì, ma con l’auspicio che il primo cittadino non si sottragga a quanto promesso. L’auspicio è quello di un cosiddetto “piano Marshall” per scuole sicure che, però, “non si presti ad alibi per una strumentalizzazione edilizia, peraltro congenita in questo mandato”. Dunque, un bastone che torna dopo una carota nemmeno tanto visibile.

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