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Vite in carrozzina: essere disabile nelle scuole del Molise

Foto di Giorgio Camposarcone

Foto di Giorgio Camposarcone

MARIA CRISTINA GIOVANNITTI

Con il suono dell’ultima campanella dell’anno scolastico 2013/2014 e la chiusura delle scuole in Molise, non terminano – però – i disagi negli istituti della regione, da riaffrontare a settembre. Essere disabili nelle scuole molisane diventa una chiara discriminazione, nonchè l’evidente allarme di una regione che, oltre l’arretratezza architettonica, retrocede a livello culturale.

A riaprire una piaga sociale in realtà mai sanata è l’Exposanità che, incrociando i dati ufficiali del Miur e dell’Istat, denuncia il vergognoso stato lavorativo e scolastico in cui verte l’integrazione dei disabili. Lo scettro di “pessime scuole per disabili” va al Molise, seguito poi da Basilicata e Calabria. E’ vero che in Molise il numero degli insegnanti di sostegno è il più alto d’Italia poiché si registra quasi un docente ogni due studenti disabili ma è vero anche  che la quantità dei professori specifici non serve a nulla se non si favorisce l’integrazione scolastica, la quale passa soprattutto attraverso le barriere architettoniche. Per gli studenti molisani la scuola diventa uno slalom ad ostacoli: rare sono le scale con piattaforme per i diversamente abili, spesso gli ascensori impraticabili ed i segnali acustici e visivi sono pressoché inesistenti. Il problema delle barriere architettoniche parte a monte, dalla forma mentis di chi progetta la città e non “si mette nei panni di” e  non s’immedesima nel disagio in cui vivono le persone, rendendogli cosi la vita impossibile.

Proposta inascoltata del MO.V.I. contro le barriere architettoniche – La vita di un disabile, che sia su una carrozzina o con delle stampelle passa soprattutto per tutti quegli accessi resi impraticabili o che spesso sono tali a causa dell’inciviltà, per esempio, di un automobilista che parcheggia nei posti riservati ai portatori di handicap oppure sugli scivoli di passaggio. «Poiché la res pubblica non è ‘pubblica’ ma solo di pochi» – così come ci dice Domenico Costantino presidente del ‘MOvimento per la Vita Indipendente delle persone con disabilità.’–  la questione della disabilità in Molise è un retaggio culturale. Infatti il MO.V.I. nel settembre 2013 ha presentato al comune di Termoli e alla Regione Molise una proposta per un progetto sui percorsi accessibili attraverso l’abbattimento delle barriere architettoniche dal titolo “Percorsi Accessibili. Migliorare la mobilità urbana dei cittadini disabili”: un progetto, ad oggi, rimasto inascoltato.

Intanto il problema delle scuole non a norma per i giovani disabili va a danneggiare un esercito di studenti diversamente abili che, secondo i dati del Ministero, si aggira intorno i 223 mila, pari al 2,5% del totale ed in crescita del 3,2% rispetto all’anno precedente. Vite di giovanissimi rese ‘impossibili’ a causa dell’inciviltà culturale delle istituzioni.

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