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Il Teatro Savoia è salvo. Stretta di mano tra De Matteis e Frattura

20140611_161811FABIANA ABBAZIA

“Abbiamo scongiurato la chiusura del Teatro Savoia e salvaguardato cinque posti di lavoro”. Soddisfatto, esordisce con queste parole il Presidente della Provincia di Campobasso, Rosario De Matteis, al fianco del governatore Paolo Di Laura Frattura durante la conferenza stampa convocata per annunciare, ciò che era ormai noto, ovvero la soluzione trovata per salvare uno dei luoghi simbolo della città di Campobasso.

“Dopo aver superato anche l’ultimo cavillo abbiamo tutelato il lavoro e la cultura” – ha continuato De Matteis riferendosi all’approvazione da parte del Consiglio Provinciale dell’integrazione alla delibera che regola l’accordo raggiunto trai due enti, avvenuta a Palazzo Magno lo scorso venerdì.

“Una fusione necessaria quella che ha visto la Fondazione Savoia confluire all’interno della Fondazione Molise Cultura”  secondo il presidente Frattura, per il quale “due organismi erano di troppo per un territorio così piccolo”.

In base alla’accordo siglato tra la Regione Molise e la Provincia di Campobasso, il Teatro è stato donato in comodato d’uso gratuito all’ente di via Genova, al quale spetterà d’ora in poi occuparsi della manutenzione ordinaria e straordinaria dello stabile, così come farsi carico dei cinque dipendenti del teatro.

Le trattative per il raggiungimento dell’intesa andavano avanti da tempo. In un primo momento la Regione non sembrava disposta a sborsare denaro per il Teatro senza ricevere alcuna garanzia immobiliare in cambio.  Da via Genova avrebbero voluto, infatti, rideterminare la proprietà dello stabile per il quale la Regione si doveva impegnare a pagare il mutuo acceso per poter effettuare i lavori di ristrutturazione.

Ipotesi questa contestata sin da subito dai vertici provinciali che avevano anche pensato di poter ovviare alla questione circondandosi di una schiera di imprenditori che avessero a cuore l’unico Teatro del capoluogo. Congettura che però in un simile momento economico non ha trovato riscontri.

Dunque, una fusione “quasi forzata” quella tra le due Fondazioni, sulla quale in parte l’ha spuntata la Provincia mantenendo la proprietà della struttura.

Intanto, tra i due enti, dopo tale passaggio sembra tornato il sereno. A evidenziare ciò lo stesso Frattura che ha parlato di “disponibilità reciproca per raggiungere un importante obiettivo comune”.

La Provincia, intanto, continuerà ad avere un proprio rappresentante nel consiglio d’amministrazione di Molise Cultura, il dirigente Gabriella Santoro.

Ma non ci sarà più alcun direttore artistico per il cartellone della stagione teatrale, anche perché l’augurio dello stesso governatore è che il Savoia possa divenire “un luogo da riempire di contenuti culturali”, stabiliti di volta in volta proprio dal Cda di Molise Cultura. “Una struttura aperta almeno duecento sere l’anno” spera ancora Frattura che ha poi sottolineato i tagli fatti all’interno della Fondazione che fa capo alla Regione per predisporre di un ente meno oneroso e più snello.

“Ricordo – ha detto il numero uno del Molise – che abbiamo abolito l’orchestra stabile del Molise, scegliendo di convenzionarci con il Conservatorio Perosi”.

“Insomma – ha concluso Frattura – abbiamo dimostrato con serenità ciò che avevamo promesso in campagna elettorale”.

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