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Storie di giovani / Valentina, Roberta e Dominga nel capoluogo per chiedere ai loro coetanei se sono felici. Quando l’evangelizzazione passa per le nuove generazioni

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Dominga, Roberta e Valentina

Sabato sera in un luogo dove non ti aspetteresti mai di incontrale. Valentina,  Roberta e Dominga stanno, invece, aspettando proprio te. Il tempo per rassicurarti di non volere soldi e poi la domanda a bruciapelo: “sei felice?”. La risposta arriva un po’ meno immediata, perché in fondo è una di quelle domande che cela in sé il senso della vita, sul quale poi nessuno si interroga quotidianamente.

Prima di questo scambio di battute, che nasconde lo scambio più ampio di un universo di significati, in via Ferrari lo scorso sabato sera in molti si sono fermati attratti dalla musica e dallo spettacolo di alcuni giovani e dal carisma del salesiano don Donato Colacicco che ha promosso l’iniziativa nel capoluogo.

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Un momento dell’interpretazione in via Ferrari a Campobasso

La felicità, la gioia, il bene ma anche il male, la cattiveria, la paura, le debolezze umane: un tripudio di temi in una breve interpretazione degli attori che ha anticipato la chiacchierata con cui molti ragazzi della città hanno fatto con i loro coetanei provenienti da tantissime parti d’Italia per il Festival dei giovani ‘Gioia piena’ promosso dall’associazione ‘Nuovi Orizzonti’, che si è tenuto per una settimana a Petrella Tifernina.

Un’evangelizzazione itinerante, che scende in piazza e che cerca di dare una chiave di lettura per la felicità.

Per quanto in molti giovani, impegnati nel divertimento del capoluogo, lo abbiano potuto trovare strano, il risultato è stata una chiesa di San Leonardo piena di tanti ragazzi e ragazze che quella sera hanno voluto rivolgersi a Dio per chiedere di essere felici o magari solo per ringraziare di esserlo. Un’iniziativa, il cui senso si amplifica nel momento in cui viene realizzata: proprio mentre nel centro Italia si continua a scavare sotto le macerie.

Valentina,  Roberta e Dominga, 18, 27 e 31 anni, vengono dalle Marche, dal Lazio e dalla Puglia, sono accomunate dalla fede e dalla continua ricerca della felicità e sono pronte a far sì che anche i loro coetanei possano porsi le loro stesse domande, anche se poi le risposte dovessero risultare diverse.

“Le persone felici le riconosci dallo sguardo –  dice Roberta – e, in molti, nonostante dicano di esserlo, in realtà non lo sono. A tutti manca qualcosa, ma credo che la cosa di cui maggiormente sia priva la nostra generazione sia l’ascolto. C’è un estremo bisogno di essere ascoltati”.

Per la giovanissima Valentina il problema maggiore dei giovani è il ricercare troppo spesso la felicità nelle cose effimere, per poi trovare solo brevi momenti di estasi dati dall’alcol o dalla droga. “Vedo – dice Valentina – tanti giovani come me che per divertirsi hanno bisogno di sballarsi con sostanze psicotrope e, io, quella la chiamo la felicità momentanea, perché è  semplicemente data dall’esaltazione del momento, dal contatto fisico tra chi ha in sé  tante sofferenze che non riesce a esternare e superare. Non credo – prosegue – che la nostra generazione non abbia ostacoli o difficoltà, ma la felicità è possibile incontrarla anche negli occhi del fratello che hai vicino. È lì che si cela la bellezza e l’amore. E questa, non è affatto una cosa scontata”.

Dopo la chiacchierata le tre, così come gli latri componenti del gruppo, accompagnano in chiesa i giovani, che hanno accettato l’invito, per uno “scambio di messaggi”. Su dei piccoli fogli il proprio pensiero rivolto verso Dio, su altri pezzi di carta un messaggio evangelico per ognuno.

Per molti è stato un sabato dal sapore diverso. Un sabato sera a metà tra il credere e non farlo, a metà tra l’avere delle risposte e il non averle. Di sicuro un sabato sera pieno di domande. 

fab.abb

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