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Sta meglio il cinofilo Michele Evangelista, colpito da una trave durante una scossa ad Amatrice mentre scavava tra le macerie. “Non ci si dimentichi del lavoro dei vigili del fuoco e dei loro cani”

Il vigile del fuoco Michele Evangelista

Il vigile del fuoco Michele Evangelista

GIUSEPPE FORMATO

Sta meglio e si sta riposando e curando nella sua casa di Riccia, Michele Evangelista, il vigile del fuoco dell’unità cinofila colpito da una trave durante le operazioni di soccorso ad Amatrice.

“Sto meglio – le sue prime parole – e ora attendo che mi ingessino la caviglia, visto che non è stato possibile sinora, considerando che il gonfiore ha consigliato, per questi primi giorni, una fasciatura”.

“Era buio, una situazione drammatica, e stavamo effettuando un soccorso – ricorda il molisano Michele Evangelista mentre gli ritornano in mente quelle immagini – quando una scossa di terremoto ha reso instabile una situazione già precaria e una trave mi ha colpito, per fortuna, alla caviglia”.

“Noi del gruppo cinofili del Vigili del Fuoco – racconta – siamo arrivati quasi per primi e abbiamo trovato un clima surreale. Persone disperate che ci strappavano il cane dalle mani, per provare loro stessi a farsi guidare e ritrovare i propri cari. Sono momenti che è impossibile cancellare dalla memoria di chi li ha vissuti. Appena arrivati, già per la strada, abbiamo capito che ci saremmo trovati di fronte a una situazione più difficile dell’Aquila. Sul posto, ci siamo resi conto che le difficoltà delle ricerche sarebbero state aumentate dal tipo di materiale, le pietre, col quale erano costruite le abitazioni. È stato tragico”.

Sono stati giorni in cui l’Italia si è mobilitata, dimostrando unità e solidarietà: “Non nego che un po’ di difficoltà è derivata dalla mole di persone arrivate nei centri devastati dal terremoto. Solo noi eravamo mille vigili del fuoco, attrezzati per situazioni del genere. Ovviamente, in queste situazioni si crea un po’ di confusione, perché ognuno prova a dare un aiuto. Le immagini degli ultimi giorni hanno confermato ancora una volta l’importanza dei Vigili del Fuoco e dell’unità cinofila”.

“I cani – spiega Michele Evangelista – sono i principali protagonisti nelle operazioni di ricerca. Pensate alla confusione che si crea sul luogo delle ricerche. Il fiuto dei nostri amici a quattro zampe diventa lo strumento principale per salvare vite umane, insieme alle telecamere con la sonda, queste ultime spesso guidate proprio dal loro infallibile fiuto. I cani provano ad arrivare quanto più possibile vicino alla fonte, cercando di infilarsi nei cunicoli creati dal crollo. E per i ricercatori, nella complessità della situazione, diventa tutto più facile. Spero che, adesso, non ci si dimentichi della nostra professionalità. I vigili del fuoco e l’unità cinofila hanno dimostrato l’importanza che rivestono nella società. Meritiamo attenzione e dignità”.

Michele Evangelista, in conclusione, sottolinea una circostanza che nessuno ha messo in evidenza. Da giorni circola l’immagine di un labrador nero, in forza alla Polizia di Stato, che ha salvato una bambina.

“Quel labrador – conclude il vigile del fuoco di Riccia – è stato a Campochiaro per un addestramento da parte dell’unità cinofila dei Vigili del Fuoco molisani. Un motivo di orgoglio per il nostro centro, tra i più all’avanguardia del Centro-Sud Italia”.

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