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Vacanze pagate e partenze mai effettuate, concerti mai visti: lo strano caso di un’agenzia viaggi del capoluogo

agenzia viaggiÈ costata 1.500 euro la vacanza in Salento di una famiglia campobassana che aveva scelto la vicina Puglia per qualche giorno di relax. Un anno di lavoro e di risparmi accantonati in vista di un po’ di riposo estivo. Peccato, però, che quella vacanza per la famiglia del capoluogo non sia mai avvenuta.

L’agenzia di viaggi, che ormai in città inizia a essere nota per  simili “problemucci”, ha incassato il costo della vacanza senza mai pagare il tour operator. Quasi in procinto di partire la signora è stata avvisata proprio da quest’ultimi.

Una telefonata mentre la protagonista della vicenda era indaffarata per gli ultimi acquisti prima della partenza. “Signora per la prenotazione effettuata a suo nome, l’agenzia di viaggi alla quale si è rivolta non ha mai effettuato il pagamento”.

Le buste della spesa cadono a terra, così come anche le speranze mal riposte di trascorrere qualche giorno spensierato con i propri affetti. Da una verifica accurata emerge, per di più, che la voce al telefono non mentiva affatto. Nessuno scherzo di qualche burlone dell’ultima ora: tutto vero. Tutto sfortunatamente verissimo. Partenza annullata, speranza di riposo e svago in frantumi. E i soldi già consegnati? Persi anche quelli. Almeno per il momento.

La titolare, che sembrerebbe non aver fornito nessuna spiegazione plausibile nonostante abbia tranquillizzato i propri clienti, quei soldi al momento non li ha ancora restituiti.

La famiglia in questione ha, così, sporto regolare denuncia alla Polizia, scoprendo che anche ad altri, nella medesima agenzia viaggi, erano capitati simili episodi, in qualche caso anche più onerosi.

A essere rimasti con un pugno di mosche in mano anche alcuni ragazzi di Campobasso e dintorni che lo scorso 26 giugno si erano rivolti all’agenzia in questione per il concerto di Vasco Rossi a Roma. Una volta sull’autobus gli stessi hanno regolarmente pagato la quota del biglietto. Peccato, però, che più di qualcuno una volta arrivati sul posto sia rimasto fuori dallo Stadio Olimpico. Sembrerebbe, infatti, che la stessa titolare abbia acquistato i biglietti dai bagarini senza riuscire, come è consuetudine per simili eventi, ad accaparrarseli per tutti i presenti sul pullman, i quali ora, per recuperare le spese sostenute, si sono rivolti a un avvocato.

Gli episodi però sarebbero di più di quelli raccontati e qualcuno giura anche che ogni tanto sotto ai portici di via Mazzini abbiano fatto visita numerosi clienti “insoddisfatti”. Viaggiatori che la “festa” più che viverla di sicuro l’avevano ricevuta, senza per altro gradirla.

fab.abb.

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