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La crisi continua a mordere il Molise. E’ allarme disoccupazione giovanile. Preoccupanti i dati del 2013 emersi dal rapporto Bankitalia

rapporto banca d'italiaIl Molise ancora stretto dalla morsa della crisi. Nello scorso 2013, in regione ad aumentare a dismisura soprattutto il tasso di disoccupazione assestatosi, nei dodici mesi precedenti, al 15,8 per cento.

A definire il quadro dell’Economia della regione, i dati contenuti nel rapporto annuale della Banca d’Italia, illustrati questa mattina nella filiale di via Mazzini a Campobasso.

Un presente difficilissimo soprattutto per i giovani. A risentire maggiormente della crisi occupazionale la fascia d’età compresa tra 15 e i 29 anni.

Dati allarmanti che pongono il Molise sempre più vicino al resto delle altre regioni di Sud. “A differenza del passato infatti – come ha specificato Giuseppina Capozza, direttore della filiale della Banca d’Italia di Campobasso – i dati regionali, seppur maggiori rispetto la media nazionale, erano sempre inferiori ai numeri registrati nelle altre regioni meridionali”.

Dunque, ancora un primato negativo, che sembra offuscare lo sguardo verso un futuro sul quale, almeno in questo momento, non si può avere alcuna certezza.

Drammatica anche la riduzione del prodotto interno lordo del Molise, sceso al 3,6 per cento. Cifre queste che evidenziano in pieno la crisi con cui i molisano stanno facendo i conti.

A pesare ovviamente su tale scenario le enormi difficoltà con cui stanno combattendo i grandi gruppi. Le vicende drammatiche che in tutti questi mesi hanno riguardato la Ittierre, la Gam e lo Zuccherificio hanno inciso non poco sul preoccupante scenario.

Se a questo si aggiunge, come ha spiegato ancora la Capozza “che a soffrire sono anche le imprese di medie o piccole dimensioni, le quali oltre a non esportare i loro prodotti devono combattere con una domanda interna molto debole” il mix può divenire davvero drammatico.

Tra i settori maggiormente colpiti dalla recessione il primato spetta al comparto edile. A passarsela male, tuttavia, anche il settore del turismo, dove la percentuale regionale di visite è scesa al 18,7 per cento.

Ovviamente a pagare il salatissimo conto di un’economia regionale che continua a decrescere sono sempre più le famiglie molisane, alle quali, dopo aver ridotto all’osso i consumi, non resta che sperare in tempi migliori.

 

 

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