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A settembre il nuovo presidente della Provincia di Campobasso: De Matteis pronto a indire le elezioni di secondo livello. Gli schieramenti affilano le armi, centrosinistra in vantaggio

Una seduta del Consiglio provinciale di Campobasso

Una seduta del Consiglio provinciale di Campobasso

GIUSEPPE FORMATO

Il presidente della Provincia di Campobasso, Rosario De Matteis, starebbe predisponendo il decreto per l’indizione delle elezioni del nuovo numero di uno di Palazzo Magno e del Consiglio provinciale.

Secondo quanto trapelato, si voterà a settembre. Prima, dunque, del referendum costituzionale, che se approvato vedrà la cancellazione delle stesse Province.

La Provincia di Campobasso è tra le sei dove si voterà tra agosto e settembre.

Le altre sono Ravenna il 3 agosto, Reggio Calabria (qui si parla di Città metropolitana) il 7 agosto, Macerata il 28 agosto, Agrigento l’11 settembre e Treviso il 18 settembre.

Si tratta di elezioni di secondo livello, ovvero saranno chiamati al voto i sindaci e i consiglieri comunali dei Comuni della provincia di Campobasso. La legge Delrio, che ha modificato assetto e funzioni delle Province, limitandone le competenze, ha previsto l’elezione indiretta dei rappresentanti provinciali.

Sono eleggibili alla carica di presidente del Consiglio provinciale i sindaci dei Comuni della provincia, il cui mandato scada non prima dei diciotto mesi dalla data di svolgimento delle elezioni.

Sono eleggibili a consigliere provinciale, invece, sindaci e consiglieri comunali in carica nei Comuni della provincia di Campobasso.

Soltanto per questa prima volta del nuovo sistema elettorale, sono eleggibili anche i consiglieri provinciali uscenti, presidente compreso.

Il nuovo presidente della Provincia resterà in carica quattro anni, mentre l’assise provinciale si rinnoverà ogni due anni.

Il seggio sarà costituito a Palazzo Magno e sarà un dirigente della Provincia a fungere da presidente dello stesso, in quanto il segretario generale è anche sindaco di Sepino e, dunque, incompatibile per le funzioni di garante della sezione elettorale.

Attualmente, decaduto, per scadenza di mandato, il Consiglio provinciale, fino al prossimo 28 agosto, in regime di prorogatio, sono De Matteis e la Giunta, senza indennità, a portare avanti l’ordinaria amministrazione.

A breve, dunque, inizieranno le consultazioni all’interno degli schieramenti per la composizione delle liste.

Il centrosinistra ragionerà sulla base dei centri più grandi: i sindaci di Campobasso e Termoli, Antonio Battista e Angelo Sbrocca, hanno dalla loro parte i Consigli comunali con il voto ponderato più influente, senza dimenticare il primo cittadino di Riccia, Micaela Fanelli, segretaria regionale del Partito Democratico. Anche il sindaco di Santa Croce di Magliano, Donato D’Ambrosio, molto vicino al governo regionale, potrebbe rivendicare la candidatura alla poltrona più ambita di Palazzo Magno. Caravatta, sindaco a San Martino in Pensilis, ed ex vice del vice-presidente della Regione, Facciolla, potrebbe essere uno di coloro che si giocherà questo ruolo, più prestigioso che di gestione.

È da verificare, infatti, anche la disponibilità degli stessi a ricoprire un ruolo istituzionale di un ente le cui competenze e fondi sono ridotti al lumicino.

Dall’altro lato, però, chi concorrerà per il centrosinistra sa di avere in mano una elezione quasi certa.

Il centrodestra governa nei comuni più piccoli, dove il peso dei voti è minore. Qui la partita è aperta e potrebbe vedere in corsa lo stesso De Matteis, anche se sembra non essere interessato a una ricandidatura, senza tralasciare le ipotesi riconducibili a Notartomaso (Campodipietra) e Carlone (Campochiaro), o qualcun altro dei primi cittadini eletti poco più di un mese fa nei piccoli comuni della provincia alla guida di liste civiche, riconducibili al centrodestra.

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