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Ultimatum all’Europa: “Si cambi entro il 2019”. A Pozzilli Patriciello presenta ‘Siamo italiani’

siamo_italianiGIOVANNI CANNARSA

Cambiare l’Europa entro il 2019. Renderla realmente a misura di cittadino, renderla in tutti i sensi “europea”, partendo dai fabbisogni delle piccole collettività. E’ la mission del neonato movimento Siamo italiani tenuto a battesimo a Pozzilli dagli onorevoli Aldo Patriciello, Laura Comi e Salvatore Cicu. Un autentico bagno di folla per la formazione moderata che vuole rompere con gli schemi della vecchia politica, quasi duemila persone, giunte anche da fuori regione, hanno affollato l’hotel Dora per conoscere le linee guida di chi in Europa ci lavora da tempo e ha deciso che è arrivato il momento di cambiare prima che sia troppo tardi.

Patriciello, Comi e Cicu hanno ribadito che non si tratta di una fuga da Forza Italia, ma il messaggio è stato forte e chiaro. Si è arrivati ad un crocevia e, se l’Europa ha veramente intenzione di diventare a misura di cittadino, è ora di ravvedersi sulla gestione e sull’impronta che è stata data fino ad oggi.

A fare gli onori di casa non poteva che essere Aldo Patriciello secondo il quale quanto successo di recente in Gran Bretagna rappresenta un segnale forte e fin troppo ben chiaro della politica europea. “Abbiamo vissuto in prima persona questo momento, l’uscita della Gran Bretagna potrebbe rappresentare una nuova opportunità per l’Italia, ma da europeisti convinti chiediamo all’Europa di cambiare pagina e di perorare i problemi del territorio. Fare questo movimento-associazione è come voler rappresentare un contenitore per progettare e reperire nuove istanze e dare voce alle piccole comunità. Non esistono ricette già fatte, ma bisogna raccogliere le istanze da portare successivamente in Europa. Se l’Europa non cambia e diventa dei cittadini, – ha proseguito Patriciello – bisognerà capire cosa fare. Bisogna contribuire tutti insieme al cambiamento partendo dal territorio. Non può più essere solamente l’Europa delle banche, dovrà essere invece una Europa vicina ai giovani, al micro credito e voce dei piccoli interessi che hanno già fatto grande in nostro Paese. Il tutto anche attraverso il Mezzogiorno che dovrà essere più forte. L’idea di Siamo italiani è proprio questa. Un contenitore – conclude Patriciello – senza vincoli di iscrizione politica attraverso dei circoli che si dovranno radicare sul territorio”.

Dopo l’europarlamentare è stata la volta dell’energica Laura Comi, presidente del neonato movimento che ha stilato la scaletta di priorità che l’Europa dovrà affrontare nei prossimi tre anni. “Dovrà essere un gioco di squadra – ha esordito la Comi -, mettiamoci la faccia. Così l’Europa e l’Italia non vanno e bisogna reagire evidenziando l’orgoglio di essere italiani. Non dobbiamo rinnegare le origini, siamo stufi delle solite promesse, è ora di agire perché non si è mai partiti”. 

Siamo italiani compierà un autentico tour per l’Italia fino al prossimo mese di dicembre. Cento tappe per lanciare questo messaggio politico.

“I partiti – ha continuato la Comi – non funzionano più. Hanno schemi referenziali. Questa associazione parte invece dalla base. Oggi l’Europa è debole e burocratica. Non riesce a risolvere i problemi. E’ dunque arrivato il momento di dare una chance all’Europa si cambi entro i prossimi 3 anni”.

Siamo italiani individua anche dei punti cardine dai quali non si potrà prescindere: la sicurezza. “Dobbiamo – ha spiegato la Comi – avere la tranquillità quando viaggiamo. L’Europa dovrà avere un esercito unico e una stessa intelligence per armonizzare i servizi di sicurezza nei confronti dei cittadini.  Pensiamo, però, anche ai giovani ed al mondo del lavoro. Pensiamo all’alternanza scuola lavoro. In Italia rispetto ad altre nazioni i corsi di studio sono troppo lunghi. Uniformare il sistema e dare agli studenti la possibilità di entrare subito in contatto con le aziende. Ridare un’organizzazione fiscale, in Italia paghiamo troppe tasse rispetto agli altri Paesi. Rivalutare il costo del lavoro e valorizzare la qualità del Made in Italy invidiato dappertutto. Creare un’unica banca centrale europea. Oggi i risparmi spariscono ma non dovrà essere più così per garantire una sicurezza a tutti. C’è poi il tema dell’immigrazione, un problema che dovrà essere europeo e non solo italiano perché non siamo in grado di accogliere questi flussi. La scadenza è dunque quella del 2019, muoversi per avere la fiducia di tutti  abbattendo la disuguaglianza sociale. Troppi poveri e pochi soggetti che, invece, detengono la ricchezza”.

A chiudere gli interventi il parlamentare Salvatore Cicu. “Capire in quale direzione ci si vuole muovere. Siamo italiani apre un nuovo ragionamento, partendo dai cittadini e dagli amministratori locali. Dobbiamo ripartire per riattivare il meccanismo dei valori. E’ un momento di ripartenza nel quale dobbiamo inserire nuovi contenuti. L’idea è quella di radicarsi sul territorio e creare un’unica direzione di forza. Essere liberi significa essere forti, siamo e restiamo di Forza Italia anche s non ci piace quello che succede nel partito che non riesce più a tornare ai livelli di una volta. Basta con la subordinazione, bisognerà – conclude – creare una nuova Italia che dia vita ad una nuova storia”.

Presente il mondo istituzionale molisano legato al centrodestra: dai sindaci di Agnone, Marcovecchio, Bagnoli del Trigno, Camele, di Sant’Agapito, Di Pilla, di Fornelli, Tedeschi, di Conca Casale, Bucci. C’erano assessori e consiglieri comunali dei vari centri molisani: Fabrizio e Di Pasquale del Comune di Isernia, Liberatore del Comune di Santa Croce di Magliano, Marone di Termoli, Tiberio Izzi. E ancora il presidente del Consiglio regionale, Vincenzo Cotugno, l’ex numero uno di Palazzo Moffa, Mario Pietracupa, Alfredo D’Ambrosio. 

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