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Cronache marziane / Caciocavalli e carne: la Pasquetta dei molisani è sempre con i piedi sotto al tavolo

abbuffata pasquaCRISTINA SALVATORE

Arriva la settimana santa, la Pasqua e la Pasquetta. I campobassani fremono. Hanno già prenotato trecento chilogrammi di carne di agnello per ogni singolo componente della famiglia che arriva a raggiungere tranquillamente il milione di persone tra: amici del figlio, amici degli amici del figlio, amici della fidanzata del figlio, amici degli amici della fidanzata del figlio e followers degli amici e degli amici della fidanzata del figlio. Quando ci siete arrivati, mi fate un fischio.

Comunque, tra caciocavalli ordinati ancora prima che le mucche stesse sapessero di poter arrivare a produrre del latte una volta raggiunto lo sviluppo e maiali che, invece, sghignazzano senza sapere che tra qualche mese i trecento chilogrammi di carne saranno quelli delle loro cosciotte, la Matrona della casa intanto cuoce, imballa e ‘stipa’.

Tutto è pronto per il weekend. Le colombe pasquali sono già volate verso nuovi orizzonti (destinazione: stomaco ‘crasso’ o ‘tenue’) mentre le pastiere si abbracciano, orgogliose di essere le protagoniste indiscusse della settimana, arrivando a fare pernacchie verso i sorpassati panettoni e pandori, stipati in un angolo del super a fare la muffa, ma sempre pronti per la rispolverata e messa a dimora di fine anno.

Bene. Ora si parte. Le previsioni dicono, come al solito, che ci sarà qualche nuvola ma che ‘il sole uscirà’. Applausi. È come dire: “attenti che durante la giornata, tra uno ‘scazzo’ e l’altro, una risata perché cade la signora di 80 anni con tacco 12, ci sarà”. Con questi presupposti chi legge l’oroscopo c’ha fatto una carriera.

I campobassani, comunque, sono persone con i piedi per terra: non si lasciano abbindolare dal bollino nero annunciato in tv. Mica cadono dalle nuvole in arrivo? Loro la partenza “intelligente” la giudicano “stupida”. Quindi che fare? Ovviamente la cosa più saggia, studiata a modino per mesi, sarebbe partire quando i tutti i tg nazionali lo sconsigliano. E lo fanno perché seguono questo ragionamento: “Ma se la televisione dice al mondo intero che partire alle 8 di mattina è sconsigliato, di conseguenza ogni famiglia con un minimo di cervello non sceglierà di partire alle 8 di mattina del lunedì di Pasquetta! Quindi, intelligentemente, possiamo tutti partire alle 8 di mattina del lunedì di Pasquetta per non trovare traffico neanche davanti al portone”. Logico. È logico.

E così ragionano più di ottantamila famiglie molisane dentro la cui testa brilla l’idea di effettuare l’ambita “partenza intelligente”: si mettono in moto per aggiungersi a quella fila disumana di auto che, durante le vacanze, viene definita più semplicemente come “disastro colossale ed ostacolo alla felicità”.

Al casello che apre le porte per il Gran Sasso, in Abruzzo, i bambini vestiti come una Samantha Cristoforetti in missione, ossia con il giubbotto dentro la tuta da neve, dentro il body di flanella, dentro la calzamaglia di lana, dentro gli stivali da astronauta, dentro il macello totale, puntualmente se ne escono con un “mamma, papà, dobbiamo fare la pipì”.

Dobbiamo fare la pipì? Cioè, ragioniamo: con un abbigliamento che ha più strati di una cipolla di tropea imballata per riuscire a superare la frontiera australiana, questi piccoli cuccioli ancora glabri devono fare una banale e stupida pipì?  No, ma fatevela beatamente addosso che al disagio ci si abitua ma allo stress no! E come dare torto a queste famiglie itineranti.

E vogliamo parlare di quei bambini lasciati ai nonni perché nel Suv di famiglia non entravano i formaggi e i salumi da portare agli amici?

Parliamone. Nonni che restano a casa a badare a nipotini indemoniati, perché i genitori hanno prenotato una Spa con amici dimenticandosi di aver messo al mondo dei piccoli Spiderman con il dna di Chuck Norris. Una roba da far tremare i Fantastici 4. Cari genitori di piccoli mostri appena schiusi dalle ovaie di Pasqua, prestate bene attenzione perché la legge del “Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi” credo valga pure per gli altri, nonni inclusi, eh! Mi viene difficile pensare che questi reduci di guerra vogliano passare, ad 80 anni, un week-end di pace con la reincarnazione di Satana. Pensateci, va.

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