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Uova e dolci pasquali: i campobassani scelgono la tradizione e i prodotti artigianali. Quando a vincere è il territorio

campobasso-centrale-00381765-001CRISTINA SALVATORE

Come tutti gli italiani, anche nel capoluogo in vista della Pasqua i cittadini hanno dovuto fare i conti tra un budget di spesa ridotto e la scelta del prodotto migliore. Almeno in città a vincere è stata però la tradizione e soprattutto i dolci artigianali locali.

Dunque, seppur in linea con quanto emerso da un sondaggio sui consumi alimentari condotto da Confesercenti in occasione della settimana santa che parla di un 35% di italiani che spenderà poco meno di 50 euro negli acquisti dei dolci tipici, di un 38% che arriverà a spenderne 100 e di un 10% che impegnerà una somma di poco maggiore, qualunque cifra sia stata impiegata, i campobassani hanno deciso di puntare sul territorio.

A confermarlo sono numerose pasticcerie del capoluogo che non nascondono come le vendite siano aumentate soprattutto nei giorni a ridosso della Pasqua.

“La richiesta delle uova – dice Patrizia del Dolce Stil Novoè aumentata maggiormente negli ultimi giorni. Molto bene, invece, sono andate le vendite dei cioccolatini e dei dolci artigianali. Soprattutto specifica –  pastiere e colombe. Dolci che spesso vengono preferiti alle uova di cioccolato industriali acquistate più che altro per la sorpresa al loro interno, ma solo per far felici i più piccoli”.  

Bando, dunque, ai prodotti industriali: anche i consumatori del capoluogo sembrano essere più attenti scegliendo i produttori locali a discapito della grande distribuzione. Un’idea questa confermata anche da Annamaria, una delle titolari della nota pasticceria Jolly. “Le vendite di pastiere e colombe sono andate bene, – spiega – ma in tantissimi sono stati quelli che hanno deciso di scegliere la tradizionale pigna molisana”.

E se le uova si identificano sempre come un prodotto destinato ai più piccoli, a consolidare l’ipotesi di come i consumatori abbiano optato per quelle artigianali è ancora Annamaria, che dice come a ruba siano andate soprattutto “le uova prodotte da noi con il cioccolato Lindt”.

A sottolineare come nel capoluogo ci sia ancora un forte ancoraggio alla tradizione e al territorio sono ancora i dipendenti di Brisotti e i titolari dei bar Ambrosia, Brisotti e Bar Centrale.

Il campobassano in questa Pasqua 2016 sembra così configurarsi come un consumatore attento alla genuinità dei prodotti che porta in tavola o regala, nonostante il costante raffronto con una somma da spendere ridotta.

Ancora un dato, quindi, che ben si sposa con quanto emerso a livello nazionale che vede i cittadini sempre più accortI alla composizione degli ingredienti e delle etichette sulle confezioni di cioccolata, preferendo di gran lunga quella extra fondente piuttosto che la bianca o quella al latte.

Intanto, per tutti quelli che hanno preferito la grande distribuzione il Comitato Frodi Alimentari (www.frodialimentari.it) ha stilato un piccolo decalogo in grado di aiutare il consumatore ad orientarsi nella folta giungla dei prodotti in commercio durante le festività pasquali. Tra i consigli utili proprio la verifica che “il cioccolato sia di buona qualità”, perché “non sempre il prezzo certifica che sia cioccolato e non surrogato”; la verifica degli imballaggi e del prodotto integro; nonché il consiglio di non farsi “abbagliare dalle promozioni 3 pezzi a 5 euro”, dietro cui spesso si celano “prodotti di scarsa qualità”.

Infine, il consiglio che sembra essere stato già recepito bene dai campobassani: “acquistate sempre locale e soprattutto artigianale, avrete la possibilità di usare mangiare prodotti di qualità e aiutare le imprese della zona”.

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