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La processione del Venerdì Santo e il Teco Vorrei emozionano e commuovono le migliaia di persone assiepate nel borgo antico e al centro della città

Gesù Cristo morto trasportato durante la processione

Gesù Cristo morto trasportato durante la processione

La processione del Venerdì Santo a Campobasso non è soltanto un fenomeno religioso, bensì è una tradizione che accompagna l’intera città, dal borgo antico al centro cittadino.

Un fiume di persone al seguito delle statue della Madonna e del Cristo Morto e del coro del Teco Vorrei: può sembrare ridondante il ripetersi anno per anno di una delle tradizioni del capoluogo di regione, ma ogni anno la commozione da parte di chi partecipa attivamente al corteo e di chi, migliaia di cittadini, assiste a bordo delle strade è sempre la stessa.

Il Teco Vorrei con le note di De Nigris, le settecento persone del coro, i versi del Metastasio, le donne pie che piangono il Cristo Morto, volontari, rappresentanti della parrocchie, associazioni, gli scout suscitano sempre quel senso di emozione e commozione, tra credenti e laici.

La Madonna

La Madonna

“Rafforzare l’identità – le parole del vescovo Bregantini davanti al carcere – in vista della visita tra di noi, del Presidente della Repubblica, Mattarella, il 22 aprile 2016. Anche questa processione e altri segni religiosi la rafforzano e la solidificano. Perciò, la Fede crea identità. La Fede costruisce. La Chiesa restituisce coraggio, speranza. La Corte d’Appello va difesa ad ogni costo. La Terra, va amata e coltivata. L’arte rilanciata. La biblioteca non va chiusa. I colori siano più vivi. Non una famiglia spappolata nel generico, ma difesa nella sua identità nativa e naturale. Ad ogni costo”.

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