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Operazione Olimpia, Lalli e altri sette atleti azzurri assolti: non è stato eluso alcun controllo antidoping. Il molisano: “Vittime di un sistema malfunzionante”

Andrea Lalli

Andrea Lalli

Il podista molisano Andrea Lalli è stato assolto dalla Prima sezione del Tribunale nazionale antidoping del Coni, dopo il deferimento per la presunta violazione dell’articolo 2, comma 3, delle norme sportive antidoping, che riguardano l’eluso controllo.

Insieme al portacolori delle Fiamme Gialle sono stati assolti anche gli atleti azzurri Anna Incerti, Silvia Salis, Ruggero Pertile, Fabrizio Donato e Daniele Meucci (già qualificati per l’Olimpiade di Rio), Andrew Howe e Daniele Greco.

A Lalli, coinvolto nell’operazione Olimpia partita dalla Procura di Bolzano, era stata contestata la mancata reperibilità, o meglio la segnalazione del luogo dove gli atleti si trovano in un determinato periodo. Tra le altre cose, i giudici del tribunale sportivo hanno anche segnalato la fallacità del ‘where about’.

Una buona notizia per il podista molisano, che ricordiamo era già stato mandato nel tritacarne della giustizia mediatica e da social network.

“Sono contentissimo – le parole di Andrea Lalli – e oggi possiamo dirlo ci siamo tolti un peso, nonostante fossimo vittime di un sistema malfunzionante, come è stato ribadito anche durante le udienze. Io ho sempre avuto la coscienza pulita e questa sentenza mi ha dato ragione. Io non ho mai eluso un controllo, era tutto il sistema a essere costruito in maniera errata. Prima di tre mancate notifiche dovrebbe arrivare una sanzione, che non è mai stata assunta. Addirittura io ero arrivato a nove senza che nessuno dicesse nulla. Sono felice anche perché durante l’ultima udienza è stata riconosciuta dal procuratore la mia onestà. Sono contento anche rispetto a chi aveva già tirato le somme con i soliti giudizi sommari in casi come questi”.

giusform

 

 

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