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“Accendi la mente, spegni i pregiudizi”: all’auditorium della ‘Petrone’ enti, scuole e associazioni per dire no al razzismo con ‘l’arte che avvicina i popoli’

Un momento della manifestazione

Un momento della manifestazione

PIERPAOLO TANNO

“Accendi la mente, spegni i pregiudizi”: questo lo slogan della campagna nazionale di sensibilizzazione contro il razzismo promossa dall’UNAR.

Campobasso ha aderito all’iniziativa con l’evento “Campobasso contro il razzismo, l’arte che avvicina i popoli”.

La manifestazione si è tenuta questa mattina, lunedì 21 marzo 2016, all’auditorium dell’Istituto Comprensivo “Igino Petrone”, organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Campobasso, in collaborazione con la Provincia di Campobasso e l’associazione culturale Eniform.

Numerosi gli studenti che hanno partecipato alla giornata e che hanno sostenuto fortemente il loro “no” a tutte le forme di razzismo.

L’evento ha voluto lanciare un messaggio di speranza, integrazione e accoglienza, così come ha dichiarato l’assessore comunale di Campobasso, Emma de Capoa.

“La giornata – ha sottolineato l’assessore de Capoa è nata attraverso una condivisione di intenti tra enti, scuole e associazioni del capoluogo. Il 21 marzo, infatti, è stata dichiarata, dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, la giornata internazionale contro il razzismo. Ringrazio per la collaborazione l’Associazione “Dalla parte degli Ultimi” e le scuole “I. Petrone” e “G. M. Galanti”. Abbiamo scelto come tema l’arte, in tutte le sue forme, come linguaggio universale in grado di avvicinare i popoli. Ne sono state chiare dimostrazioni, i brani musicali degli studenti del Liceo ‘Galanti’ e il talento del giovane pittore ghanese Awal che ci ha deliziati con un quadro realizzato dal vivo e che ritrae una scena di vita quotidiana della sua terra”.

I saluti istituzionali

I saluti istituzionali

“L’arte che avvicina i popoli – ha dichiarato l’attore molisano Giorgio Careccia ha voluto ricreare un parallelismo storico tra l’emigrazione italiana di fine ‘800 e l’ondata migratoria che oggi interessa l’Europa, meta di popolazioni prevalentemente africane e asiatiche. Lo spettacolo che abbiamo portato in scena oggi, “La Caparra”, vuole far conoscere alle nuove generazioni il contesto dell’Italia del secolo scorso, quando migliaia di nostri connazionali sono stati costretti a fuggire da questa terra per cercare fortuna altrove, spinti dalla miseria e dalla fame. Questo per dire – ha concluso Carecciache anche noi italiani, al tempo, abbiamo dovuto lasciare la nostra terra e, purtroppo, siamo stati vittime di episodi di razzismo. Nel corso degli anni, però, ci siamo integrati e abbiamo creato ricchezza in ogni Paese che ci ha accolto”.

Molto commoventi sono state le testimonianze di due giovani Dawood e Mamadi, ospiti del progetto Polis SPRAR, provenienti rispettivamente dall’Afghanistan e dal Gambia. I due giovani hanno raccontato l’esperienza traumatica delle loro vite e del lungo e difficile viaggio verso l’Europa, fuggendo da guerre, morte e povertà. Entrambi hanno sottolineato le difficoltà di integrazione che stanno vivendo quotidianamente e quanto siano importanti le relazioni umane, prima di qualsiasi altra forma di assistenza.

Presenti all’evento, oltre all’assessore de Capoa, anche il presidente della Provincia, Rosario De Matteis, l’assessore comunale Alessandra Salvatore e il consigliere comunale Giovanni Di Giorgio.

 

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