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Sant’Elia a Pianisi: dopo il seggio annullato dalla commissione garanzia, dai giovani Dem la proposta di convocare nel paese molisano l’assemblea nazionale

Il momento di confronto sulle unioni civili nella sede del PD

Renato Freda all’impiedi tra Fanelli e Ruta

I giovani Dem di Sant’Elia a Pianisi non ci stanno sulla decisone della commissione di garanzia dei Giovani democratici che ha respinto gli aspiranti elettori e annullato nel paese il seggio per le consultazioni dello scorso 12 e 13 marzo, quando la costola giovane del partito è stata chiamata a livello nazionale a eleggere il nuovo segretario nazionale. La questione, finita alla ribalta della cronaca locale, la scorsa settimana ha visto i giovani del centro del Fortore non poter esprimere la propria preferenza per una presunta irregolarità segnalata dalla medesima commissione di garanzia. L’anomalia sarebbe stata, infatti, rintracciata nei numeri. Su 1970 residenti a Sant’Elia 30 sono tesserati del Pd, mentre 71 erano i simpatizzanti che avrebbero voluto votare lo scorso fine settimana. Dunque, per i 71 iscritti irregolari nessuna opportunità di voto e non solo perché in paese non è stato possibile allestire alcun seggio, ma anche perché agli stessi è stata negata la medesima possibilità online.

Oggi, all’indignazione espressa dal segretario regionale Renato Freda, dalla responsabile organizzativa Chiara Iocca e dal segretario del circolo di Sant’Elia a Pianisi, Aldo Rocco, nonché dal primo cittadino, Stefano Martino, sulla questione torna all’attacco un giovane Dem del piccolo centro, Paolo Tartaglia. Proprio quest’ultimo, infatti, in una missiva indirizzata a Mattia Zunino, nuovo coordinatore giovani democratici esprime tutta la propria indignazione e, scrive Tartaglia, “per dimostrare che la decisione della commissione è stata presa senza un fondamento valido, io e tutti questi ragazzi proponiamo di organizzare e convocare proprio a Sant’Elia a Pianisi, in Molise, la prima Assemblea Nazionale dei Giovani Democratici con te come Segretario”. Motivo? “Dimostrare che i giovani esclusi non solo esistono, ma non aspettano altro che dare il loro contributo alla nuova segreteria”.

Tartaglia chiede inoltre lumi, sulla presunta anomalia segnalata dalla commissione, mettendo in rilievo quelle che, per chi si è opposto a tale decisione, percepisce come ulteriore stranezza. “Come mai – scrive inoltre Tartaglia – dei 720 elettori regionali, solo il 20,8 % è andato a votare degli aventi diritto. Non è anomalo anche questo?”, domanda il ragazzo. “Caro Mattia, – dice ancora – infondo non è cambiato niente di così incisivo nelle vite altrui, ma nel complesso, sono cambiate molte cose, perché sono stati messi in dubbio, diritti che credevo certi. 71 ragazzi, in un paese di 1970 anime, sono giudicati anomali; come se settantuno giovani di uno stesso paese non potessero interessarsi alla politica, alla loro comunità”.

Un appello accorato quello che parte dal Molise a cui il nuovo segretario nazionale, alla vigilia del suo incarico, è chiamato a dare una risposta.

fab.abb

 

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