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Cronache marziane / Un ipotetico kamikaze in un centro da “Famiglia Felice”, ma il vero terrore dei compagni era prendere la Freccia del Molise per arrivare a Roma

trenoCRISTINA SALVATORE

Si era nascosto in Molise, a Campomarino, il 22enne somalo che per gli inquirenti stava progettando un attentato alla stazione Termini di Roma.  E, sinceramente, devo ammettere che da quel che sembra si era nascosto anche bene. L’ultima regione sulla terra in cui uno avrebbe potuto pensare di poter trovare un terrorista di quelli seri, era proprio il Molise. Per giunta neanche nel capoluogo ma a Campomarino! Ma a Campomarino dove, per la precisione?  Ma nel centro di accoglienza “Happy Family”, ovvio no? Tradotto: “Famiglia felice”, nome che rievoca i telefilm americani del calibro di Happy Days, i Robinson o la Casa nella prateria, solo per dirne alcuni.  E chi avrebbe mai pensato di trovare un ipotetico kamikaze (e questa parola la ripeto perché ancora non ci credo) proprio in Molise, a Campomarino, nel centro ‘Famiglia Felice’? Piano geniale.  Lui, il somalo, si è dimostrato, invece, di certo un po’ ingenuo. Questo qui entra in una struttura popolata da gente di diverse nazionalità, diversi credo e culture, gente che ha passato mille guai per arrivare sana e salva (con un bel colpo di fortuna) in un’isola di pace, dove si magna bene, non c’è traffico, c’è il mare e un pezzo di pizza costa ancora come se fosse fatto solo con farina, acqua, sale e pomodoro, e che fa? Fresco di arrivo vuole convincerli a farsi saltare in aria, olè!

Tra l’altro parliamo di un centro di accoglienza che un tempo era un villaggio per famiglie, composto da bungalow in cui oggi alloggiano circa 100 pakistani.  Altri 100 vivono in un secondo albergo del Lido di Campomarino dal nome “Sweet Dreams”, tradotto “Dolci Sogni”.  Si parla di una comunità di 200 persone che raggiungono, nel totale, il numero degli studenti di un liceo sgarrupato di paese; che si conosco bene e sono entrati in confidenza con i volontari che gestiscono il centro; che la sera si riuniscono sulla spiaggia a cogliere conchiglie in riva al mare (per farci collanine da vendere lido per lido)  in attesa di sapere cosa le autorità decideranno di fare della loro vita; che intanto hanno fatto (e stanno facendo) di tutto per dimostrare al prossimo di essere gente perbene con voglia di lavorare onestamente… e tu, pseudo aspirante terrorista, devi essere solo un ingenuo cosmico per sperare di non essere denunciato dai tuoi onesti “compagni”.

Ma torniamo a noi: ammettiamo che questo genio della guerra volesse fare proseliti. Ed è lì che gli si accende la lampadina delle idee, illudendosi di poter creare un commando terrorista senza neanche pensare che, magari, avrebbe dovuto fare prima un’indagine di mercato su interessi, stili di vita, motivazioni personali e tutto ciò che ha spinto gli ospiti di Happy Family ad affrontare il viaggio della speranza. È andato sulla fiducia. Ha pensato di fare riunioni in camera (tipo quelle che si facevano in classe alle superiori per organizzare l’occupazione) con lo scopo di reclutare soldati e recarsi in Siria, farsi addestrare, ritornare e poi farsi saltare in aria alla stazione principale di Roma, così, senza neanche prendere prima un caffè al bar. I compagni avranno pensato: “ammazza, che ideona”. Noi scappiamo proprio da lì! Tre mesi in mare per arrivare in Italia, cinque mesi sul suolo italiano per organizzare le coincidenze proposte da Trenitalia e…dai, ci pensiamo un attimo e se ci conviene tornare indietro per poi ripartire e poi farci esplodere come un cipollone di Capodanno, ok, LE FAREMO SAPERE.”

Solitamente quando si cerca personale kamikaze, si va più sul sicuro. Non ci si mette in piedi sul tavolo del salotto di una “Famiglia Felice” e si grida: “chi vuole morire schiattato metta il dito quassotto”. Ma proprio sono le basi scritte sul manuale delle giovani MarMorte. A quel punto, i compagni, per nulla convinti dell’ideona del secolo, che hanno fatto? Mentre il genio somalo passava ore e ore da solo in camera a studiarsi il modello di bomba da indossare, possibilmente moda primavera/estate 2015-2016, questi si riunivano in spiaggia, sotto il sole della costa adriatica, e decidevano di fargli il servizio completo.  La notizia della cattura del terrorista ha fatto presto il giro dei giornali a tiratura nazionale, ma io continuo a credere di più alla tesi che, sulla convinzione degli ospiti della struttura di denunciare le fantastiche idee del kamikaze, ciò che ha pesato di più è stato il pensiero angosciante di dover prendere la Freccia del Molise per arrivare fino a Roma. Non ci piove.

 

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