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Scarabeo spiega la sua posizione a Palazzo Moffa: “Vigile, critico, costruttivo e propositivo”. Sull’esecutivo: “No agli assessori esterni. Mi auguro che Petraroia torni al suo posto”

Il consigliere regionale Massimiliano Scarabeo

Il consigliere regionale Massimiliano Scarabeo

GIUSEPPE FORMATO

L’ex assessore alle Attività Produttive, Massimiliano Scarabeo, oggi consigliere regionale, rientrato a Palazzo Moffa da due mesi, dopo un’assenza nella seconda parte del 2015, risponde a CBlive a tutto campo: dal Partito Democratico, all’area di crisi, alla sanità, al rimpasto della Giunta regionale del Molise.

Scarabeo a Palazzo Moffa da che parte sta? “Io sto dalla parte del centrosinistra, ma quello costruttivo e propositivo. D’altronde, il PD è un partito vero, dove il confronto dialettico, a volte, si fa duro, ma va sempre nella direzione del bene di un grande partito”.

Si può definire come un consigliere regionale di maggioranza che, però, non si allinea alle direttive di governo? “Noi abbiamo una responsabilità verso i cittadini e, dunque, i rappresentati. Ho intenzione di lanciare all’esterno un messaggio che non mi veda per forza vincolato a tutte le decisioni della maggioranza che governa la Regione Molise. Anche da assessore, nonostante il rapporto di fiducia con l’organo presidenziale, non mi sono mai tirato indietro a esprimere le mie idee. Immaginate oggi che ho una libertà a 360°. Un consigliere regionale ‘yes man’ non serve alla causa, perché chi esprime la propria opinione sulle argomentazioni che arrivano in aula è di sprono e aiuto per gli organi di governo. E, poi, ci sono materie come ambiente e sanità rispetto alle queli non esistono coalizione o partito che possano fungere da freno”.

A Isernia si era paventata l’ipotesi che Scarabeo potesse correre con un proprio candidato sindaco, alternativo al centrosinistra. “È una ipotesi che escludo. Sto lavorando per dare un aiuto al centrosinistra, mettendo insieme professionisti e gruppi di persone che possano dare una svolta rispetto a imposizioni che potrebbero venire da determinati ambienti del Partito Democratico e che non appartiene al ‘modus operandi’ di chi vuole il bene del partito e del centrosinistra”.

Ci sono le primarie per la scelta democratica del candidato sindaco. “Mi auguro che siano di sostanza e non di facciata. Vedremo se il Partito Democratico, che si definisce di governo, sarà in grado di esprimere un nome spendibile”.

L’idea di Scarabeo di area di crisi? “Premesso che, rispetto a quanto affermato nell’ultimo periodo, non ho visto atti e documenti concreti, ma a mio avviso è un errore l’idea di allargarla a sessantasei comuni, equamente divisi tra le due province molisane. Su un argomento così importante, sinora, non sono stati coinvolte né il Consiglio né la commissione consiliare competente per materia. Il tavolo tecnico, convocato dall’assessore al ramo, inoltre, ha espresso ben altra volontà rispetto a quanto consegnato negli uffici ministeriali di Roma. L’allargamento andava previsto su determinate aree, adiacenti a quelle di interesse, ravvisabili sulla zona bojanese per il settore agroalimentare, su quella nei pressi di Pettoranello per il tessile e nell’area di Pozzilli per quella automobilistica. E in quest’ultimo caso si poteva pensare di allargarla a Venafro e Sesto Campano. I finanziamenti a pioggia potrebbero creare delle difficoltà e rendere meno appetibile le aree industriali per chi vorrà investire. Ricordo, comunque, che lo strumento dell’area di crisi non è di competenza regionale, bensì deriva dal governo centrale e, con onestà intellettuale, mi sento di affermare che il modello non potrà essere differente da quello già messo in campo di Rieti e Piombino. E, dunque, in questo contesto parliamo di piccole e medie imprese, con investimenti pari e superiori al milione  e mezzo di euro, parametro che mi auguro il governo centrale possa abbassare. L’accesso al credito è sempre difficile, immaginate le conseguenze se quel parametro resti tale. Pochissime aziende potrebbero accedervi”.

Capitolo sanità. “Più pubblico e meno privato, quest’ultimo in Molise troppo esuberante. Io sono per un rapporto pari all’80% di stanziamenti per il pubblico e al 20% per il privato. Nella nostra regione siamo al 37%, con incidenze del privato nella provincia di Isernia oltre il 50%. Non esistono, inoltre, controlli e una serie di azioni messe in campo dal precedente governo regionale di centrodestra sono state replicate dall’attuale di centrosinistra. Il mio ultimo atto sulla sanità è la presentazione di un’interrogazione rispetto al finanziamento ricevuto dalla Neuromed di 2.800.000 euro per l’ampliamento dell’Istituto di Ricerca Scientifico Neuromed, che a mio avviso oggi non è più IRCCS ma un ospedale a tutti gli effetti. Questo si evince anche dalle indicazioni stradali che conducono alla clinica di Pozzilli. Rispetto a un ampliamento di una struttura sanitaria, una legge regionale del 2008 impone una valutazione da parte degli organi competenti. Non risulta che tutto ciò ci sia stato e, dunque, per me l’ampliamento sta avvenendo senza le preventive autorizzazioni sanitarie. Il Comune di Pozzilli, dunque, non avrebbe dovuto concedere l’autorizzazione edilizia. La mia interrogazione è rivolta alla Regione Molise circa i provvedimenti che vorrà prendere. Si sta configurando un ampliamento della struttura per acuti: è facile immaginare il successivo passo, quello di una successiva integrazione tra Neuromed e l’ospedale ‘Veneziale’ di Isernia. Se la Regione Molise dovesse spostare l’attenzione sulla sanità privata, il sottoscritto non pagherà più il servizio sanitario”.

Tornando alle vicende interne al Partito Democratico, l’assemblea che si sarebbe dovuta tenere a febbraio quando si svolgerà? “Non conosco i motivi della mancata convocazione dell’assemblea regionale. Siamo un grande partito attualmente e mi auguro che non saremo costretti a parlare al passato, quando si parlerà del PD. Il mio rammarico è per la mancanza di rispetto nei miei confronti e di alcuni iscritti, in quanto abbiamo percorso un cammino sacrificato all’interno del partito e del centrosinistra. Ma questo non ci viene riconosciuto”.

Rimpasto di Giunta regionale. Cosa si aspetta Scarabeo? “Mi auguro che il quarto assessore, ancora da nominare, sia un consigliere regionale, ovvero un eletto dal popolo. Io ho sempre guadagnato tutto nella mia vita e ritengo che un assessore esterno, oltre a innalzare i costi della macchina politica, sia un’offesa a chi è stato regolarmente voluto dagli elettori. La nomina degli assessori esterni ci fa tornare al Regno delle Due Sicilie. A Palazzo Moffa siedono colleghi autorevoli e capaci e, dunque, mi auguro esca dall’assise regionale l’assessore”.

Se dovesse fare un nome? “Mi auguro che possa tornare al suo posto il collega Michele Petraroia”.

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