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Istigazione al terrorismo, a Campomarino arrestato somalo pronto a combattere la guerra in Siria e a organizzare un attentato alla stazione Termini

La conferenza stampa in Questura

La conferenza stampa in Questura (foto Gino Calabrese)

Un somalo, richiedente asilo e ospitato in una struttura di accoglienza a Campomarino adiacente all’Happy Family, è stato fermato dagli agenti della Digos della Polizia del capoluogo molisano per istigazione alla commissione di delitti con finalità di terrorismo (delitto previsto dall’articolo 302 del Codice Penale).

Il fermo è stato disposto dal Procuratore Capo di Campobasso, Armando D’Alterio, il quale non ha permesso la divulgazione né i dati anagrafici, né la storia del giovane, rinchiuso nel carcere di Larino, in attesa della convalida del fermo, resosi necessario per una presunta imminente fuga in Siria, dove si sarebbe arruolato con i gruppi terroristici.

Il somalo era monitorato e pedinato da dicembre e alcune intercettazioni, inneggianti la guerra santa in Siria e attentati terroristici (tra cui alla stazione Termini di Roma), hanno avviato le indagini. Il ragazzo affermava, nel centro di accoglienza, di far parte di alcune organizzazioni terroristiche, tra le quali l’Isis.

“Un leader religioso e carismatico, colto, che conosceva il Corano” così lo ha descritto il Questore Pagano nel corso della conferenza stampa, tenutasi nella Questura di Campobasso.

Ha provato nel corso degli ultimi mesi di convertire alla campagna d’odio contro l’Occidente anche i suoi compagni della struttura d’accoglienza e con lui sarebbe partito anche qualcun altro ospite del centro. Ed è stato il pericolo di fuga il motivo della richiesta della misura cautelare, sulla quale toccherà esprimersi il giudice per le indagini preliminari di Larino.

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