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Palazzo San Giorgio, maggioranza spaccata: bocciato l’ordine del giorno che chiedeva maggiori tutele per la sanità pubblica

L'assise comunale durante la discussione sulla sanità

L’assise comunale durante la discussione sulla sanità

GIUSEPPE FORMATO

L’ordine del giorno, a firma di D’Anchise, Montanaro e Libertucci, che chiedeva a Frattura, nella veste di commissario alla sanità, un riequilibrio nei rapporti tra pubblico e privato, in favore del primo”, è stato respinto dall’assise comunale.

La maggioranza si è spaccata, così come è apparso frantumato il Partito Democratico, tra i seguaci del governatore Frattura e quelli del senatore Ruta.

Quello che era un passaggio che i cittadini aspettavano dall’assise comunale, ovvero una presa di posizione sulla tutela della sanità pubblica, si è trasformato in un diniego.

L’ordine del giorno, oltre a un riequilibrio dei posti letti tra pubblico e privato, era anche una richiesta al Presidente della Giunta regionale, Frattura, “di garantire per il settore pubblico risorse umane e investimenti per il perseguimento di un servizio sanitario pubblico di qualità, a maggior tutela della salute dei cittadini molisani”.

Il documento, bocciato dal Consiglio comunale, inoltre, chiedeva che “qualsiasi forma di integrazione delle strutture private accreditate fosse sempre complementare e mai sostitutivo del servizio effettuato dall’ospedale ‘Cardarelli’ di Campobasso”.

L'assise civica durante la discussione sulla sanità

L’assise civica durante la discussione sulla sanità

La garanzia, infine, di prevedere “per le residenze sanitarie assistenziali di Campobasso, in via di istituzione, un numero di posti letto sulla base della popolazione residente”.

Undici voti a favore dell’ordine del giorno, altrettanti i contrari, due gli astenuti (il piddino Landolfi e Maroncelli).

A pesare sull’esito del voto, comunque, i sei consiglieri di maggioranza assenti: Colarusso, Durante (presidente dell’assise), Iafigliola, Madonna, Molinari, lo stesso firmatario dell’ordine del giorno Montanaro, il quale evidentemente nel corso della discussione ha mutato la sua idea.

Assenti anche gli esponenti di Forza Italia, Di Bartolomeo e Pascale, e la rappresentante della Coalizione Civica, Cancellario.

I quattro consiglieri del Movimento 5 Stelle, Gravina, Cretella, Praitano e Felice, hanno votato a favore dell’ordine del giorno, appoggiando i consiglieri di maggioranza Battista, Bucci, D’Anchise, D’Elia, Libertucci, Sanginario e Trivisonno.

Si sono opposti all’ordine del giorno i consiglieri di maggioranza Ambrosio, Columbro, De Bernardo, Di Giorgio, Massarella e Viola, insieme all’opposizione della Coalizione Civica, presente in aula con Coralbo, Perretta, Pilone, Scasserra e Tramontano.

“D’Anchise ha diviso tutti – ha tuonato Ambrosioarrivando laddove non sono riuscito io. Oggi ha vinto chi va avanti per la sua strada. È stato un documento pensato male”.

“Registro tanta cattiva fede – la risposta di D’Anchise – e molti hanno letto l’ordine del giorno con preconcetto. Ho sostenuto con chiarezza la linea che il riordino, così come pensato da Frattura, è sbagliato. Due ottimi reparti passeranno a un’altra struttura e da questo ho preso spunto. Qualsiasi altra interpretazione è fuori luogo”.

“Il Consiglio comunale di Campobasso – ha precisato il sindaco Battista – non poteva esimersi dal dibattito sulla sanità, alla luce del fatto che ovunque se ne sta parlando. Avrei preferito una soluzione di mediazione, ma sempre rispettando il riequilibrio dei costi in favore del pubblico. È riduttivo ridurre la materia sanitaria al dualismo tra ‘Cardarelli’ e Fondazione ‘Giovanni Paolo II’. Il privato convenzionato è necessario, ma non per questo deve soffocare il sistema sanitario pubblico”.

“Il gruppo ‘Il Molise di tutti’ – le dichiarazioni di De Bernardonon si assume la responsabilità di mettere contro pubblico e privato, cosa che fa l’ordine del giorno. Questa chiamata alle armi non doveva esserci”.

“Emerge una maggioranza e un Partito Democratico frantumato – le dichiarazioni di Pilonee questo è il dato principale di questa votazione”.

“Cinquanta milioni di spesa per il privato sull’intero ammontare di 570 milioni di euro – il pensiero di Scasserrarappresentano il 9%, con la differenza che quella spesa va a incrementare la concorrenza. Il monopolio rallenta e noi non vogliamo che il ‘Cardarelli’ si sieda, anzi si deve mirare ad avere livelli di qualità adeguata per i cittadini”.

“È stata persa un’occasione da questo dibattito – le dichiarazioni di Tramontano – perché il governatore e i parlamentare dovrebbero essere presenti ai Consigli comunali, per far proprie le istanze che escono da Palazzo San Giorgio. Condizione per invertire il sistema di rapporti, che vede gli amministratori comunali andare sempre col cappello in mano dai politici delle altre istituzioni”.

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