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Cardarelli e Cattolica: entro il 2017 l’integrazione dell’offerta. Tra le proteste, Frattura illustra i numeri della riorganizzazione sanitaria

sanitàEntro la fine del prossimo anno avverrà la fusione tra Cardarelli e Cattolica, 59 Unità operative complesse spariranno e ci sarà una riduzione di 284 posti letto. Sono queste le principali novità dei programmi operativi sanitari 2015 -2018 illustrati ieri, mercoledì 12 gennaio, dal presidente Frattura in sede di Consiglio regionale. Programmi che nella prossima riunione di Palazzo Moffa saranno discussi e approvati. Si tratta in sostanza di una serie di tagli per la sanità molisana finalizzati al riequilibrio economico del deficit, per i quali in via IV Novembre ieri non sono mancate le proteste degli operatori sanitari che hanno indotto anche a sospendere la seduta.

La ridefinizione del sistema prevede che sia il nosocomio del capoluogo il centro del sistema, ovvero Dea di I livello, dove però non ci saranno i cosiddetti reparti doppioni, che saranno dislocati tra il Cardarelli, la Cattolica e il Neuromed. Proprio in relazione all’integrazione tra l’ospedale Cardarelli e la Fondazione Giovanni Paolo II, Frattura ha sottolineato come la finalità sia quella di un nosocomio unico a Campobasso. “C’è la disponibilità – ha spiegato – ad un comodato d’uso gratuito da parte della Fondazione rispetto all’Asrem del contenitore oggi della Cattolica in uso alla Fondazione, quindi un comodato d’uso gratuito novantanovennale, con l’impegno da parte della stessa Asrem di realizzare i lavori di adeguamento, che partono dalla realizzazione del pronto soccorso e arrivano chiaramente alla definizione dei reparti di degenza per i pazienti. Le sale operatorie sono già nove e funzionali, rimarrebbero parte ad esclusivo utilizzo della Fondazione, parte ed esclusivo utilizzo del Cardarelli, avremmo un unico laboratorio, un unico centro radiologico e quindi – ha concluso – eviteremmo una serie di sprechi e doppioni”.

Isernia e Termoli diventeranno invece degli spoke, cioè porte di accesso alla rete di emergenza, di cui i casi più gravi saranno trasferiti nel capoluogo. Il San Timoteo avrà 201 posti letto suddivisi per cardiologia, chirurgia, medicina, ortopedia, ostetricia, pediatria, psichiatria, urologia, terapia intensiva, oncologia, riabilitazione, lungodegenza, utic e astanteria. Aumenteranno, invece, sempre entro la fine del prossimo anno i posti letto del Veneziale che saliranno a 176 contro gli attuali 139, ma in questo caso i tagli riguarderanno ostetricia: qui i posti letto scenderanno a 11 e se in un anno non nasceranno almeno 500 bambini il reparto scomparirà.

Si trasformeranno in cosiddetti ospedali di comunità i nosocomi di Larino e Venafro che non avranno più posti letto per ricoveri, ma solo ribailitazione e  day hospital.

Ospedale di area disagiata diventerà, invece, il Caracciolo di Agnone, che manterrà 20 posti letto.

Frattura ha anche evidenziato come nel Programma sia prevista anche la razionalizzazione del numero dei Distretti con Aree Territoriali più ampie delle attuali, con una soglia minima di 80 mila residenti in coerenza con le indicazioni regionali. I Distretti passeranno così dagli attuali 7 a 3: Campobasso, Termoli e Isernia.

f.a

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