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Corradino analizza il successo dei lupi: “Stiamo trovando la compattezza, siamo all’altezza della capolista Samb”. Sugli spalti Aniello Aliberti: “Un mio ritorno nel calcio e a Campobasso? Vedremo”

Antonello Corradino

Antonello Corradino

ALESSANDRA POTENA

Seconda vittoria consecutiva per il Campobasso di mister Favo, che batte l’Amiternina col più classico dei punteggi e vola al quarto posto. Davanti il trio marchigiano Samb-Matelica-Fano, squadre ormai lanciate verso il podio finale.

Una partita importante per i rossoblù, davanti allo sguardo dell’ex patron della Salernitana, Aniello Aliberti, che cercavano la continuità dopo l’ultima gara a Recanati. Reti degli juniores Di Pasquale e Lucchese e l’esordio al Selvapiana dell’ex Nardò, Lanzillotta.

L’obiettivo della squadra è di dare il massimo e di continuare a lavorare sulla qualità e soprattutto sulla compattezza. Traguardo playoff da raggiungere il prima possibile, ma il club guarda a una partita per volta.

Corradino quando si iniziano a vincere partite così, ovvero senza sforzi eccessivi, significa che c’è stato un ulteriore salto di qualità: “Senza sforzi eccessivi non direi, comunque, dopo il primo gol forse abbiamo faticato un po’, perché abbiamo abbassato la linea e questo secondo me non deve capitare. L’unica pecca di questa giornata è che non ci siamo espressi nel migliore dei modi, ma c’è da lavorare tanto però la compattezza della squadra è molto importante. Siamo ancora più contenti perché hanno trovato la via della rete due ragazzi che stavano trovando poco spazio”.

Ci sono state difficoltà al centro dell’attacco, al centro dell’area c’è stata poca cattiveria. “È successo, soprattutto, durante il primo tempo, durante il quale ci sono stati molti traversoni dalla sinistra con Todino, ma nel secondo tempo è andata meglio là davanti”.

Undici punti in cinque partite, la rimonta è in atto? “Non credo. Ci eravamo prefissati di guardare partita dopo partita e di non guardare troppo in alto, c’erano tanti problemi e adesso pian piano li stiamo superando. Forse con i risultati si sta ricreando anche più entusiasmo, che è la cosa più importante. Adesso se le componenti riescono a remare nella stessa direzione, noi potremmo toglierci qualche altra soddisfazione”.

Ha giocato mezz’ora, non era in perfetta condizione fisica, Michele Lanzillotta. È il giocatore che mancava a questo Campobasso? “È chiaro che anche a livello numerico eravamo in pochi. Prima che arrivasse lui, quel ruolo poteva ricoprirlo solo Rinaldi. Ci serviva assolutamente un altro regista. È chiaro che deve lavorare tanto, ma è un ragazzo che ha giocato in categorie importanti e si metterà a disposizione”.

C’è la volontà di avere più qualità in mezzo al campo?“Diciamo che la mentalità che il mister vuole dare alla squadra è quella di imporre il proprio gioco”.

Cercare di pensare al terzo posto è utopistico? “Il nostro obiettivo è di dare il massimo, a partire da San Benedetto del Tronto. Penso che, adesso, illudere noi, ma soprattutto la piazza, non serva a nessuno. Dobbiamo ritrovare la compattezza e non possiamo guardare oltre”.

Il Campobasso di queste ultime cinque giornate è all’altezza della capolista? “Credo di sì, ce la possiamo giocare, loro sicuramente hanno qualcosa in più. Il girone di ritorno è completamente diverso, abbiamo incontrato l’Amiternina che, nonostante l’ultimo posto, ha sempre dato il massimo. Sicuramente sarà difficile anche per la Sambenedettese batterci”.

In tribuna, assieme al presidente Giulio Perrucci e al notaio Eliodoro Giordano, c’era l’ex patron della Salernitana, Aniello Aliberti, il presidente della serie A. “È stato un piacere essere ospite degli amici di Campobasso – le sue parole – e c’era la curiosità di tornare a vedere una partita di calcio“.

Un futuro ancora nel calcio? “Mai dire mai. Il futuro non si può prevedere”.

Magari a Campobasso? “E chi può dirlo. Vedremo”.

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