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Clima teso all’assemblea del PD: Fanelli smorza i toni, per Leva necessaria “un’alternativa a Frattura”. Rimpasto di Giunta: Veneziale blindato, ma Scarabeo e Niro non staranno a guardare

L'assemblea del Partito Democratico

L’assemblea del Partito Democratico

GIUSEPPE FORMATO

Un clima teso. L’assemblea regionale del Partito Democratico, aggiornata tra due settimane in basso Molise, non è servita per un disgelo tra i suoi protagonisti. Il duo Fanelli-Frattura, da un lato, a rappresentare la maggioranza del partito; Ruta-Leva (costantemente vicini), dall’altro, che sono in minoranza.

Presente anche l’imprenditore Massimiliano Scarabeo, il quale martedì 12 gennaio farà il suo ritorno a Palazzo Moffa dopo un’assenza forzata di sei mesi. A fargli spazio sarà l’isernino Carlo Veneziale, diviso, dopo aver lasciato la Fin Molise, tra la promessa di un assessorato o, in alternativa, una candidatura a sindaco del capoluogo pentro. Quest’ultimo, presente all’Hotel Europa di Isernia, ha ricevuto il benestare del segretario regionale Micaela Fanelli, la quale ha dichiarato, durante la sua relazione, in merito al quarto assessore regionale, che “la nomina spetta al governatore e la rappresentanza deve essere di Isernia”.

Micaela Fanelli, nella sua relazione, ha dettato le linee programmatiche: entro maggio la nuova legge elettorale con l’abolizione del voto disgiunto, quote verdi per favorire l’ingresso dei giovani nelle liste e le indennità dei consiglieri regionali da assegnare in base alla produttività.

A riscaldare l’atmosfera ancor di più di quanto non lo fosse ci ha pensato il deputato Danilo Leva, che ha chiesto l’aggiornamento al momento degli interventi, tantissimi, iscritti all’ordine. Tanti quelli dei rappresentanti della maggioranza, in coda quelli dei parlamentari Ruta e Leva e dei loro sostenitori.

Leva ha fatto sentire il proprio dissenso durante l'assemblea del Partito Democratico

Leva ha fatto sentire il proprio dissenso durante l’assemblea del Partito Democratico

“Presenteremo una candidatura alternativa per le primarie – ha tuonato l’onorevole Danilo Leva – perché noi siamo altra cosa rispetto a quanto abbiamo assistito in questi mesi: dai trasporti, alla sanità, passando per il lavoro. Le nomine di fine anno non andavano nemmeno immaginate – il Leva pensiero – perché c’eravamo presentati per operare diversamente rispetto al passato. Non è sufficiente giustificarsi, affermando che si spende di meno dell’era Iorio. Andremo avanti concedendo al centrosinistra un’alternativa”.

“Abbiamo opinioni diverse – ha provato a gettare acqua sul fuoco il segretario regionale Micaela Fanelli – ma abbiamo anche la forza e la capacità di riunirci. Siamo un grande partito e l’esprimere diversi concetti è la bellezza della democrazia, anche perché ognuno dice la sua con estrema correttezza”.

Frattura ha parlato del prossimo rimpasto della Giunta regionale e delle quote spettanti al Partito Democratico, il cui esponente Michele Petraroia, presente all’assemblea, ha confermato di aver rimesso le deleghe alla volontà del partito.

“Mi sembra – le parole di Frattura – di aver già chiarito il tema della doppia rappresentanza, in seno alla Giunta regionale, spettante al Partito Democratico. Potrà esserci qualche fibrillazione all’interno del centrosinistra, ma questi sono gli accordi”.

L’unica certezza sembra essere l’assenza di Vincenzo Niro da ruoli di governo. “I contrattini si fanno in ambito commerciale – conclude il governatore – ma, comunque, non nego la sottoscrizione di un accordo con Niro, superato però dall’allargamento della partecipazione dei moderati alla coalizione di centrosinistra. L’Udeur ci ha appoggiato, ma lo ha fatto anche Rialzati Molise e non potevamo non tenerne conto. Ai moderati abbiamo affidato la Presidenza del Consiglio regionale: la prima parte del mandato a Niro, la seconda a Cotugno”.

Saranno, fino all’assemblea di fine mese sul basso Molise, altre due settimane di fuoco per il Partito Democratico, non mancheranno gli attacchi tra i loro principali protagonisti: Frattura-Fanelli e Ruta-Leva, così come per il governatore sarà un periodo di gestione di equilibri, in vista del rimpasto di Giunta, che condurrà la legislatura regionale fino alle elezioni del febbraio 2018.

Tanti i pretendenti, sicuramente anche Scarabeo, durante l’assemblea rimasto in silenzio, farà sentire la propria voce, reclamando la rappresentanza per il territorio venafrano. Senza dimenticare Vincenzo Niro, pronto a mostrare pubblicamente l’accordo sottoscritto, confermato dallo stesso Frattura, il cui contenuto parlerebbe di un’intesa per un ruolo di governo senza vincoli temporali. Senzala scadenza di metà mandato, ma per l’intera legislatura. E proprio il vice-presidente nazionale dei Popolari per l’Italia potrà essere la spina nel fianco del governatore Frattura, rispetto a un’opposizione che in tre anni poco si è sentita e che, spesso, ha spalleggiato il governatore. Leggasi anche cambi di casacca.

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