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La violenza di genere vista dagli uomini, l’insegnamento degli studenti del “Marconi” di Campobasso: “Accettare la diversità di vedute e anche la sconfitta. A volte quando apparentemente si vince, in realtà si esce perdenti”

Gli assessori Salvatore, Chierchia e de Capoa

Gli assessori Salvatore, Chierchia e de Capoa

GIUSEPPE FORMATO

Gli studenti dell’Istituto Tecnico Industriale “Marconi” sono stati i protagonisti dell’evento, organizzato dalle donne di Palazzo San Giorgio, nell’ambito della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”.

“La parola chiave di questa giornata – il messaggio d’apertura del vice-sindaco Bibiana Chierchia – è legata al ringraziamento che va rivolto agli studenti del ‘Marconi”, che da tre anni lavorano sul tema della violenza di genere. È importante l’ascolto del lavoro degli studenti, dal quale iniziare per una riflessione profonda sull’argomento. Per sradicare questo terribile fenomeno occorre una rivoluzione culturale, che deve partire da una scuola di valore, chiamata a trasmettere il cambiamento e inculcare ai giovani la condivisione in un rapporto di coppia”.

La violenza di genere vista dagli uomini, dai ragazzi che frequentano, in maniera prevalente, l’istituto, tra le venti scuole sul territorio nazionale a essere selezionate per il progetto “Five Men”, finanziato dalla Commissione Europea, attraverso il programma Progress, e dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, avente l’obiettivo generale di promuovere e diffondere un messaggio chiaro di tolleranza zero per tutte le forme di violenza contro donne e ragazze.

L'assessore Alessandra Salvatore durante il suo intervento

Un momento dell’evento: l’intervento dell’assessore Alessandra Salvatore

Il tema della violenza nella relazione tra sessi rientra in un laboratorio presente al “Marconi”, dove l’argomento è affrontato in maniera positiva e propositiva, attraverso l’insegnamento del vivere civile, secondo le regole di buona condotta, da inculcare in coloro che rappresentano la società del futuro.

I cinque episodi della web serie #cosedauomini sono stati illustrati dagli studenti che hanno affollato la sala consiliare di Palazzo San Giorgio. Le storie di cinque uomini, che si ritrovano su un campo di calcetto per la partita serale, ognuno dei quali afflitto da un problema, più o meno grande, nella vita coniugale o di approccio con una ragazza, che viene risolto col buonsenso, anche affidandosi al consiglio dell’amico.

Gli episodi di #cosedauomini, come spiegato anche dagli studenti, mettono in risalto alcuni concetti, quelli grazie ai quali i cinque protagonisti risolvono i propri problemi, senza ricorrere alla violenza.

Nei vari cortometraggi, si ripetono nozioni diverse, a seconda delle circostanze. Dall’accettare il rifiuto di una ragazza corteggiata, rispetto alla quale, così come in una partita di calcio, si “gioca” ad armi pari, senza sotterfugi o colpi bassi; alla collaborazione domestica, partendo dal presupposto che in una famiglia i ruoli tra marito e moglie sono interscambiabili. In una società maschilista, non ci deve scandalizzare se a lavorare è solo la donna, anzi l’uomo deve sostenerla per incoraggiarla, aiutandola nella gestione familiare. 

L'ispettore Carmela Dotoli durante il suo intervento

L’ispettore Carmela Dotoli durante il suo intervento

Un messaggio è stato dedicato anche al cambiamento degli equilibri in una coppia, quando nasce un figlio e alla comprensione delle differenze, condividendo tra i coniugi il mutamento di vita, trovando un nuovo equilibrio, riflettendo sulle nuove dinamiche si instaurano tra le mura domestiche.

In un rapporto di coppia, inoltre, è stato evidenziato, occorre instaurare un clima di fiducia nei confronti della donna, senza essere ossessivi, ma soprattutto anche nel rapporto tra uomo e donna occorre aprirsi al mondo, configurandosi come un errore il cosiddetto “noi dentro e tutto il resto fuori” con l’isolamento cui si rifugiano alcune coppie. Rispetto e fiducia sono le basi per un rapporto che possa durare nel tempo.

L’ultimo episodio lancia un messaggio importante: accettare la sconfitta, nella vita come nello sport. La metafora di un torneo di calcetto nelle cinque mini-puntate è significativa rapportata ai rapporti tra uomo e donna. “Si può perdere, ma con onore”, è il messaggio che dal campo di calcio lancia uno dei cinque protagonisti della web serie, ma che in realtà è indirizzato alla coppia che si sta separando. In un momento drammatico non ci si deve lasciar prendere dall’amarezza, ma occorre accettare la decisione dell’altro, chiedendo aiuto per superare il momento ed essendo capaci di conservare il bello che quel rapporto ha creato.

Significativa la spiegazione del messaggio lanciato dall’ultimo dei cinque episodi, da uno degli studenti, che ha vissuto in prima persona il dramma familiare di una separazione. “È un’esperienza drammatica – le parole dello studente, poco più che adolescente – ma che si può e si deve superare. Occorre partire dal presupposto che è indispensabile rispettare la libertà del proprio partner, continuando a vivere in maniera serena e civile. Rispetto e tolleranza – l’insegnamento dell’alunno del “Marconi” – sono le parole che non devono mai mancare nemmeno dopo una separazione o un divorzio. Imparare a perdere per ripartire e ricostruirsi una vita, senza danneggiare quella altrui. In questa mia esperienza – ha concluso lo studente con un grande senso di maturità – ho imparato che spesso nella vita quando si vince, in realtà, si perde”.

“Mi piace partire dall’ultimo messaggio lanciato – ha ribadito l’assessore alle Politiche per il Sociale del Comune di Campobasso, Alessandra Salvatore – quello che nella vita si deve saper perdere, ma non tutti sanno farlo. Quando non si accetta la sconfitta e si degenera occorre sempre far affidamento sulle forze dell’ordine. Non dobbiamo aspettare quando la situazione è ormai precipitata. In Questura – ha concluso l’assessore di Palazzo San Giorgio – ci sono interlocutori che ascoltano”.

Nel corso della mattinata, una interessante lezione agli studenti l’ha tenuta l’Ispettore Carmela Dotoli, in servizio alla Squadra Mobile di Campobasso, che ha spiegato ai ragazzi la differenza dei ruoli in Polizia tra Squadra Mobile con la sua funzione repressiva e Squadra Volante, che invece interviene preventivamente, fornendo elementi di diritto penale ai discenti. “Noi siamo a disposizione – le sue parole – e, quasi sempre, il nostro tempestivo intervento riesce a salvare una situazione, che potrebbe precipitare in maniera pericolosa”.

Ad accogliere gli studenti nel Palazzo di Città le donne della politica cittadina, che hanno organizzato in un lavoro “tripartisan”, come le loro anime nell’assise civica: il vice-sindaco Bibiana Chierchia, gli assessori Alessandra Salvatore ed Emma de Capoa, le consigliere Marialaura Cancellario, Paola Felice e Giovanna Viola. Presenti anche il sindaco di Campobasso, Antonio Battista, e il presidente della Commissione Politiche Giovanili, Giovanni Di Giorgio.

“Affrontare un argomento così delicato – le parole dell’assessore Emma de Capoa – è già segno di cambiamento. La violenza, in ogni sua forma, è un problema culturale. Il problema va risolto alla radice, grazie all’aiuto sia del legislatore sia degli studenti, per i quali la conoscenza del problema può rappresentare un ottimo deterrente. Ai femminicidi e alle violenze va dato il giusto risalto, che non vuol dire far diventare il singolo episodio un fenomeno mediatico da gossip”.

“La questione – ha sottolineato la consigliera comunale Paola Felice – della violenza sulle donne va affrontata da tutti i punti di vista e sono stati bravi i ragazzi a offrirci una nuova visuale. In una coppia occorre la considerazione reciproca, che spesso manca. Partendo dai più giovani sono sicura che lo stato di cose potrà cambiare”.  

A chiudere la mattinata, il sindaco Antonio Battista, il quale dopo aver ringraziato la Fidapa per l’iniziativa di un banner posizionato nei punti strategici della città richiamante il tema del “no alla violenza di genere”, ha sottolineato come “il Comune di Campobasso sia all’avanguardia in tema di parità di genere, avendo scelto la perfetta parità dei sessi: tre uomini e altrettante donne, chiamati a lavorare per il bene collettivo. E questo non è scontato perché, spesso, noi uomini dobbiamo fare autocritica, invadendo tutti i posti più importanti delle istituzioni”.

“Gli studenti sono la parte migliore della nostra società – le parole del primo cittadino – in grado di migliorare la capacità di cultura, base per superare ogni forma di diseguaglianza. In giornate come questa non va dimenticato il ruolo della famiglia, primo luogo educativo, insostituibile, alla quale però vanno affiancati anche altri percorsi. La nostra amministrazione, per quest’anno, ha chiesto alle scuole cittadine di concentrarsi su quattro temi ai quali dedicare i propri progetti interni: il bullismo, il rapporto con gli animali d’affezione, la legalità e l’importanza del riciclo dei rifiuti. Il rispetto delle norme e del vivere civile sono gli obiettivi che dobbiamo porci rispetto ai nostri studenti, che dovranno crescere con il senso dell’osservanza delle norme scritte e di quelle che derivano dal buonsenso, rifiutando in ogni occasione il concetto di violenza”.

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