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Tonino Di Pietro, dopo aver lanciato la sua candidatura a governatore del Molise, ci prova con le primarie del centrosinistra a Milano. L’ex ministro attacca il PD: “Sono curioso di sapere come mi escluderanno”

Alcuni degli amministratori locali che hanno già aderito a 'Il Molise di tutti'

La foto del 25 aprile 2015, a Campobasso: Antonio Di Pietro tiene a battesimo “Il Molise di tutti”. Accanto all’ex ministro, il governatore piddino Frattura

GIUSEPPE FORMATO

Il molisano Antonio Di Pietro, che era tornato a fare politica attiva in Molise lanciando, insieme al governatore piddino, Paolo di Laura Frattura, l’associazione politico-culturale “Il Molise di tutti”, presentata lo scorso 25 aprile a Campobasso, in diretta radiofonica sull’emittente dell’Università “Nicolò Cusano”, questa mattina, lunedì 23 novembre 2015, ha lanciato la sua candidatura alle primarie di centrosinistra per scegliere il candidato sindaco di Milano, in vista delle amministrative del 2016.

Ex leader dell’Italia dei Valori, partito lasciato nell’ottobre 2014, sei mesi prima di lanciare “Il Molise di tutti”, del quale il portavoce regionale è il figlio Cristiano, Tonino è stato due volte ministro, per sette anni deputato, per cinque senatore e per sette parlamentare europeo.

Fuori dalle istituzioni dal 2013, non essendo stato rieletto alle Politiche per il mancato raggiungimento del quorum della lista “Rivoluzione Civile”, progetto che Di Pietro portò avanti con il magistrato Antonio Ingroia.

Il politico di Montenero di Bisaccia, nelle ultime settimane, non ha fatto mistero di vedere con interesse nemmeno la possibile candidatura, in qualità di governatore, alle regionali del Molise del febbraio 2018.

“Il Partito Democratico metterà una clausola nelle regole per le primarie per non farmi candidare – ha tuonato in diretta Tonino Di Pietroperché già tempo fa avevo dato la mia disponibilità a prendere parte alla competizione per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra, ricevendo come risposta un comunicato dal contenuto “Di Pietro mai”. Sono curioso di vedere quale clausola si inventerà il PD per estromettermi”.

L’ex pm di Mani Pulite, durante l’intervento radiofonico, ne ha avute per tutti. “Il giornalista Sallusti candidato sindaco di Milano? È un buon candidato per far perdere il centrodestra” la sua opinione sulla possibile candidatura del direttore del quotidiano “Il Giornale”.

“Il candidato di centrosinistra – il parere dell’ex ministro molisano – sarà scelto dall’alto e non sarà espressione dei cittadini. Il Partito Democratico fa sempre così. Rispetto alla partecipazione alle primarie, stabilisce sempre clausole che escludono chi non è gradito ai vertici del partito, come l’iscrizione biennale al Pd. Ma se io voglio partecipare alle primarie del centrosinistra, perché devo avere la tessera del partito?

Di Pietro nel 2001 partecipò alle amministrative di Milano con l’Italia dei Valori. In quella tornata elettorale conquistò quarantacinquemila voti, pari al 5,2% dei consensi.

Il montenerese ha commentato anche la situazione internazionale dopo gli attentati di Parigi. “Non bisogna rinunciare al Giubileo, perché si deve contrastare il terrorismo e non darla vinta a chi semina la paura. Rinunciando alla sovranità si rischia di perdere il controllo del territorio. Renzi, sotto questo fronte, sta lavorando bene, collaborando con la realtà internazionale. Un aiuto per contrastare l’Isis lo può dare il mondo musulmano – le parole di Tonino Di Pietro – perché questi terroristi da qualche parte vivono. Se Salah sta scappando su una Bmw vuol dire che qualcuno gliel’ha data o lo stanno accompagnando. I musulmani dovrebbero segnalare questi criminali, dovremmo essere tutti poliziotti di noi stessi”.

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