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Sei firme per la mozione di sfiducia a Frattura: i pentastellati e il centrodestra uniti per tornare al voto. Federico e Manzo: “Maggioranza inadeguata, vediamo chi ha paura del giudizio popolare”

I consiglieri Patrizia Manzo e Antonio Federico

I consiglieri Patrizia Manzo e Antonio Federico

Sei firme per la presentazione della mozione di sfiducia al presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura. Su proposta del Movimento 5 Stelle, anche il centrodestra ha accolto l’iniziativa, per la quale erano necessarie cinque firme.

Sono stati in sei a sottoscrivere la mozione di sfiducia, presentata all’Ufficio di presidenza questa mattina, giovedì 19 novembre 2015 e da discutere in aula a Palazzo Moffa: i pentastellati Federico e Manzo e gli esponenti del centrodestra Iorio, Cavaliere, Fusco Perrella e Sabusco.

Così come da statuto regionale, la mozione dovrà essere discussa entro quindici giorni dalla sua presentazione, dunque, entro la prima settimana di dicembre.

“Si tratta di un atto dovuto nei confronti delle migliaia di cittadini stanchi dei siparietti di questi mesi, ma non solo. La situazione drammatica del Molise – scrivono in una nota stampa i consiglieri regionali Antonio Federico e Patrizia Manzo – è sotto gli occhi di tutti, confermata da vertenze lavorative, sanitarie, infrastrutturali. Abbiamo lanciato decine di allarmi, ma le risposte non sono arrivate, le soluzioni non sono state trovate”.

“Frattura manca di credibilità istituzionale e politica. Ormai simbolo di dileggio nazionale, con le sue magagne personali e amministrative il governatore – il duro affondo dei pentastellati ha minato la credibilità dell’intero Molise. Attaccato dai media, contestato dai cittadini, delegittimato dai parlamentari del suo stesso partito: un Pd a perenne rischio implosione che non riesce a garantire alla Giunta le basi solide per andare avanti”.

Federico e Manzo ne hanno anche per l’intera maggioranza di Palazzo Moffa, secondo i due consiglieri regionali “in stato di confusione per la nascita di intergruppi, cui pochi capiscono le cause, nessuno il significato”.

“E che dire – l’accusa dei due inquilini di via IV novembredella commistione tra politica, parte dell’informazione e degli organi inquirenti? Una telenovela che, a prescindere da carte bollate ed eventuali colpi di scena, indebolirà ancor più le istituzioni. Questa Giunta regionale non può risolvere i problemi dei molisani e non può garantire stabilità alle istituzioni, quindi mancano i presupposti per andare avanti.  Non possiamo restare inerti a guardare il Molise che muore. Il tempo è scaduto, è il momento di tornare al voto”.

“Ora vediamo – la sfida di Federico e Manzochi ha paura del giudizio popolare”.

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