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Iafigliola a muso duro contro la maggioranza: “Il mio lavoro apprezzato solo dalle minoranze. Non stiamo dando il cambio di passo, ma non lascio il centrosinistra”

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L’ex presidente del Consiglio comunale, Sabino Iafigliola

GIUSEPPE FORMATO
Lascia la presidenza del Consiglio comunale, ma non la maggioranza. Sabino Iafigliola lancia frecciate al centrosinistra, nonostante resti nella compagine di governo cittadino.
“Voterò secondo coscienza, regolandomi di volta in volta” la sua risposta alla domanda se, dopo aver lasciato la presidenza dell’assise, resterà fedele ala coalizione che lo ha premiato nel maggio 2014.

“Ho lavorato con senso di responsabilità – ha affermato Iafigliola – e imparzialità, così come mi è stato riconosciuto dai colleghi, soprattutto da quelli delle opposizioni. I consiglieri di maggioranza, che pur mi avevano votato diciotto mesi fa, non si sono quasi mai compiaciuti col sottoscritto, con qualche rara eccezione. Le opposizioni, invece, mi hanno rispettato dal primo all’ultimo giorno. Mi sarei aspettato una maggiore sintonia con il sindaco Battista, col quale però i rapporti non sono mai stati idilliaci”.

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Alla conferenza stampa anche alcuni consiglieri di minoranza

“Consentitemi di dire – ha proseguito l’esponente dei Popolari per l’Italia – che io ho sempre lavorato con la massima trasparenza e dedizione, nonostante per l’ufficio di presidenza non è stata prevista alcuna risorsa finanziaria, nemmeno per la rappresentanza, né umana, con una sola unità lavorativa. Non sono stati rari i casi che mi hanno visto trasformarmi in un dipendente. Tanti i problemi riscontrati, ma sempre un lavoro preciso e puntuale, anche considerando l’importanza del lavoro da svolgere, come l’esame e il controllo degli atti da sottoporre al vaglio dell’aula, in raccordo e diretto contatto col governo cittadino”.

“Non ho riscontrato – le parole di Iafigliola – quel cambio di marcia che avevamo promesso agli elettori. La maggioranza non ha dato concretezza alle promesse. In un periodo di forte crisi per i cittadini, nessuno della maggioranza ha dato seguito alla mia iniziativa del taglio dell’indennità. Da aprile ho percepito solo 450 euro al mese. Io ho sempre camminato con la schiena dritta e non mi sono mai piegato alle volontà altrui. Io non ho mai curato, come qualcun altro, i mal di pancia nelle segrete stanze”.

“Lascio il mio incarico con un anno di anticipo, così come da accordi, rispetto al dicembre 2016 – ha sottolineato Iafigliola – e ciò a dimostrazione che non sono attaccato alla poltrona, come tutti gli altri. Sono una mosca bianca in questo panorama. Non è eroismo il mio, ma solo una presa di coscienza, rispetto a un andamento che non persegue il bene di tutti, quello che a me preme più di ogni altra cosa”.

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