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Rimpasto di Giunta regionale: Niro e Veneziale in pressing su Frattura, mentre l’ex assessore Scarabeo, in attesa di rientrare non solo come consigliere, riconoscerebbe solo l’ingresso nell’esecutivo di Micaela Fanelli

L'ex assessore regionale Massimiliano Scarabeo

L’ex assessore regionale Massimiliano Scarabeo

GIUSEPPE FORMATO

A Palazzo Moffa, dopo l’elezione del nuovo ufficio di Presidenza e del rinnovo delle Commissioni consiliari e delle quattro presidenze, il clima è sempre incandescente.

Non sono bastati i cambi di casacca dei consiglieri Monaco e Micone per riportare la tranquillità al governatore Paolo di Laura Frattura, perché nel mese che ha segnato il giro di boa della legislatura c’è ancora la partita legata al rimpasto di Giunta, il passo più atteso.

Al momento, l’esecutivo regionale è composto dal presidente della Giunta regionale, il quale ha mantenuto per sé, ad interim, anche le deleghe dell’assessore Massimiliano Scarabeo, sospeso per effetto della Legge Severino, dal vice Michele Petraroia, da Vittorino Facciolla e dall’esterno Pierpaolo Nagni.

Resta da rimpiazzare, dunque, l’ex assessore Massimiliano Scarabeo, indagato per l’operazione ‘Alta tensione’ e, dunque, con il divieto di dimora in Molise, attualmente sospeso dalla carica di consigliere regionale. Al suo posto, ricordiamo, entrò Carlo Veneziale, il quale per rappresentare la terza generazione della sua famiglia a via IV Novembre lasciò immediatamente la presidenza della Fin Molise. Quest’ultimo starebbe pressando il governatore, perché senza posto in Giunta regionale rischierebbe di ritrovarsi, da un giorno all’altro, fuori dai giochi politici. Senza più la poltrona in consiglio regionale, né alcun incarico regionale.

I legali di Massimiliano Scarabeo, infatti, hanno presentato lo scorso 16 ottobre il ricorso al Tribunale di Campobasso, al fine di chiedere l’annullamento del provvedimento di sospensione dalla carica di consigliere regionale per effetto della Legge Severino. L’udienza per la comparizione delle parti e per la discussione è stata fissata per il prossimo 26 novembre, tra due settimane. Sei giorni prima, invece, è attesa la pronuncia del ricorso in Cassazione.

I legali di Scarabeo, inoltre, assieme al ricorso presentato al Tribunale di Campobasso, ne hanno inoltrato un altro contro la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il ministero dell’Interno, la Prefettura di Campobasso, la Regione Molise, il Consiglio regionale, l’ufficio del pubblico ministero di Campobasso e contro Carlo Veneziale, il primo dei non eletti del Partito Democratico nella provincia pentra.

Sembrerebbe che l’imprenditore di Venafro, speranzoso di rientrare a Palazzo Moffa, come del resto accaduto per l’ex governatore Iorio e per il sindaco di Napoli, De Magistris, oppure sulla scia dell’esempio del presidente della Giunta campana, De Luca, entrato regolarmente nell’esercizio delle sue funzioni dopo le elezioni, nonostante una condanna di un anno per abuso d’ufficio, sia pronto a far valere, qualora dovesse cessare la sospensione, le sue tremila preferenze, che lo posero, in proporzione, quale secondo eletto tra i ventuno colleghi consiglieri e il più votato (sempre in proporzione agli abitanti tra le due province molisane) nel Partito Democratico.

Scarabeo, quindi, seguendo un discorso tutto politico accetterebbe quale nuovo assessore nella Giunta di Frattura soltanto (come estrema ratio) il segretario regionale Micaela Fanelli, quale espressione del Partito Democratico. Secondo i bene informati, il politico di Venafro, se dovesse rientrare tra i banchi di via IV Novembre, continuerebbe a dialogare con la sua maggioranza solo se a rappresentare gli interessi del suo cospicuo elettorato sia il segretario Fanelli, quale espressione di garanzia, rispetto agli altri aspiranti colleghi consiglieri regionali, la maggior parte dei quali dopo la sua sospensione hanno immediatamente iniziato il toto-assessore.

Il politico di Venafro, dunque, noto battagliero, sembra, secondo i suoi più stretti collaboratori, non aver perso la voglia di fare politica, così come quella di tornare a Palazzo Vitale, facendo valere la sua attività, finalizzata al mandato che ha ricevuto dalle quasi tremila preferenze accordategli elettori. Un ragionamento dettato da circostanze politiche: Scarabeo, per la legge italiana, non è stato mai condannato e si aspetterebbe un suo coinvolgimento nelle scelte, una volta rientrato.

Se si considera che pure l’ex presidente del Consiglio regionale, Vincenzo Niro, starebbe facendo pressing per entrare nell’esecutivo nei due anni e mezzo che separano dalle elezioni del 2018, è facile intuire che per Frattura grattacapi arriverebbero proprio dai consiglieri della maggioranza di centrosinistra.

Facile intuire, a questo punto, che se a spuntarla per un posto da assessore sarà Carlo Veneziale, l’opposizione a Frattura, in assenza di quella di un centrodestra paralizzato, arriverà, oltre che dai grillini (daranno seguito alla preannunciata mozione di sfiducia?), soprattutto da coloro che diventerebbero, dunque, soltanto come ex alleati. Scarabeo compreso.

I giochi politici sono aperti: toccherà al governatore Frattura muoversi in un gioco di equilibri, che con Micone e Monaco sembrava aver blindato. L’architetto campobassano, invece, ora è chiamato a gestire una difficile fase di transizione. Del resto, il nodo del preannunciato rimpasto, atteso per il mese di ottobre ancora non viene sciolto. E, oggi, la politica si gioca su sottili equilibri, che potrebbero mutare il quadro istituzionale, dalla sera alla mattina.

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