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Coldiretti a difesa del latte italiano, allevatori e produttori scendono in piazza anche a Campobasso. Giagnacovo: “Multinazionali a danno dei consumatori”

coldiretti-latteNell’ambito della manifestazione nazionale che Coldiretti ha promosso in tutta Italia a difesa del latte e derivati ‘Made in Italy’, si mobilita anche la Coldiretti del Molise. Insieme con molti altri capoluoghi di regione, anche Campobasso, domani 12 novembre, vedrà scendere in piazza gli allevatori ed i produttori di latte e derivati. I manifestanti si ritroveranno dinnanzi al ‘Centro del Molise’ (ex Pianeta) dove a partire dalle 9.30 ci sarà un sit-in che si concluderà nel tardo pomeriggio.

Ad animare la protesta saranno circa 150 allevatori, produttori di latte e derivati, che spiegheranno le motivazioni dell’iniziativa anche con la distribuzione di opuscoli informativi e la degustazione di prodotti, rigorosamente ‘Made in Italy’. Sono stati inoltre invitati a partecipare il governatore Paolo di Laura Frattura, l’assessore regionale all’Agricoltura, Vittorino Facciolla, il presidente della Provincia di Campobasso, Rosario De Matteis, il sindaco di Campobasso, Antonio Battista, oltre che la delegazione parlamentare regionale e nazionale e le associazioni dei consumatori.

“La mobilitazione di domani – annuncia il presidente regionale della Coldiretti, Tommaso Giagnacovo – è solo il punto di partenza di una più ampia azione a difesa dell’intero ‘Made in Italy’. Un’azione necessaria per difendere i nostri prodotti, promuovendone la genuinità e la tracciabilità, e spiegare ai consumatori le logiche aziendali delle multinazionali che vanno a danno tanto del produttore quanto del consumatore. ‘Alla vacca si munge il latte, non il sangue’, così recita un proverbio, ma la multinazionale francese Lactalis (che ha acquistato marchi italiani come Parmalet, Locatelli, Invernizzi, Galbani) e alcune delle principali industrie del settore lattiero-caseario – spiega ironico Giagnacovo – non lo conoscono e agli allevatori italiani hanno deciso di mungere il sangue. Così oggi accade che si sostituisce nei formaggi italiani il latte della Madre Patria con il latte di provenienza sconosciuta, senza l’indicazione dell’origine in etichetta e senza trasparenza sugli ingredienti utilizzati”.

“Infatti – aggiunge il direttore regionale della Coldiretti, Saverio Viola – solo una busta di latte Utc su 4, di quelle vendute in Italia, contiene latte italiano. Come se non bastasse, poi – dice Viola – si pompano nelle vene delle industrie semilavorati di latte (cagliate, caseine e caseinati) di provenienza straniera, per produrre formaggi yogurt e mozzarelle, spacciandole per Made in Italy, con il risultato che una mozzarella su due, consumate in Italia, è prodotta con cagliate straniere”.

Una situazione paradossale per cui si paga il latte agli allevatori pochi centesimi, meno di quanto costa produrlo, e nel contempo si lascia inalterato (fra i più alti livelli d’Europa) il prezzo per i consumatori. “Dall’inizio della crisi – conclude il direttore Viola – hanno chiuso più di tre stalle al giorno e si sono persi 32mila posti di lavoro causando l’abbandono delle montagne e la diminuzione della varietà di prodotti e della sicurezza sulle nostra tavole e nei prodotti che diamo ai nostri bambini”.

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