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Frattura rompe il silenzio e attacca: “La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per Papa e Petescia”. Il pm e la giornalista hanno venti giorni per le memorie difensive

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Un momento della conferenza stampa convocata dal governatore Frattura

Paolo di Laura Frattura è un fiume in piena. Convoca una conferenza stampa “per importanti comunicazioni” e si presenta a Palazzo Vitale con alcuni documenti della Procura di Bari e, senza particolari giri di parole, annuncia: “Rompo il silenzio dopo due anni e mezzo di linciaggio mediatico quotidiano e con inchieste costruite ad hoc”. Di lì a poco annuncerà che la Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per il magistrato Fabio Papa e per la giornalista Manuela Petescia. Una notizia che fa rapidamente il giro della Penisola.

“Non mi sono mai piegato a nessun ricatto, né mediatico né giudiziario – ha ribadito il governatore –, nonostante sarebbe stato più semplice cedere alle pressioni. E, così, è arrivato il momento di chiarirmi con i molisani. Non prima di rivolgere un pensiero a mio figlio, che ha sofferto più di me la descrizione quotidiana di un genitore-mostro, sbattuto in prima pagina senza nessuna possibilità di appello. Da figlio, invece, non posso che pensare a mio padre, al suo dispiacere che ha dovuto vivere e a tutti i miei silenzi che non ha fatto in tempo a comprendere”.

“Vengo qui – il motivo della conferenza stampaper presentarvi i documenti del procuratore di Bari, Pasquale Drago, il quale ha chiesto il rinvio a giudizio per il pm Fabio Papa e la giornalista Manuela Petescia. I reati sono gravissimi: tentata concussione e tentata estorsione per provare a ottenere finanziamenti per Telemolise. Questa è la sintesi dichiarata per incastrarmi con l’inchiesta Biocom, avviata da Papa e archiviata qualche giorno fa, e l’atto ritorsivo di incastrarmi se non avessi accettato, così come ho fatto, di concedere soldi pubblici all’emittente televisiva. Questi sono i fatti e non indiscrezioni non confermate”.

Papa, già trasferito d’ufficio dal Csm e oggi assegnato a Chieti, e Petescia, secondo quanto dichiarato da Frattura, sarebbero indagati per cinque capi di imputazione in concorso e il magistrato per altri due.

“La sintesi è eloquente – ha proseguito Fratturaperché il sottoscritto presidente della Regione Molise, lo scrive il procuratore di Bari, sono stato vittima delle loro pretese orchestrate nell’esercizio delle rispettive funzioni; mentre con me risultano persone offese il Ministero della Giustizia, la Regione Molise e l’ex questore di Campobasso, Pozzo”.

I reati ipotizzati dalla Procura di Bari, competente per  competente a procedere sulle toghe del Molise, ha chiesto il rinvio a giudizio con accuse gravissime: tentata concussione, tentata estorsione, violazione di segreto d’ufficio, abuso e falso.

Il pubblico ministero Fabio Papa e la giornalista Manuela Petescia hanno venti giorni di tempo per depositare la loro memoria, al fine di difendersi dalle accuse.

La richiesta di rinvio a giudizio è stata firmata dal procuratore aggiunto di Bari, Pasquale Drago, il magistrato che ha rappresentato l’accusa contro Berlusconi e Lavitola sull’induzione a mentire di Gianpaolo Tarantini, nel ‘processo escort’.

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