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Storie di giovani / A 18 anni la sua ‘overdose’ è la musica: Mario Perrone, in arte Donpero, emozionato per il suo primo disco. Nel singolo ‘Carlo Conti Freestyle’ la voglia di dimostrare che anche a Campobasso ci sono giovani capaci

12072753_546928285472755_4424314916508977756_nCRISTINA SALVATORE

Si chiama Mario Perrone, in arte Donpero, ed è un giovane rapper campobassano di 18 anni con la musica nel sangue e l’entusiasmo tipico della sua giovane età e di chi, soprattutto, crede nelle proprie capacità sapendo di avere un enorme talento.

Il rap è un genere musicale che, grazie allo scorrere fluido della sua narrazione, consente, a chi ne è capace, di poter raccontare il proprio riscatto sociale, il forte senso di appartenenza ad un gruppo  e alla proprie radici.  Il rap, grazie alla sua forza ritmica e verbale riesce, quindi, a raccontare la società, sovvertendo gli schemi dominanti della cultura istituzionale e, per questo motivo, sempre più giovani restano affascinati da questo modo un pò ‘sovversivo’ di far musica.

In occasione dell’uscita del suo primo disco dal titolo Pentagon, interamente prodotto e curato da Donpero & Vincenzo Tavaglione (in arte BIGG NO!SE,), il giovane rapper molisano ha raccontato a CBlive come è nata l’idea del progetto e quando ha capito che nel suo sangue scorrevano versi in musica.

 

Donpero, in questi giorni l’uscita del disco ‘Pentagon’, da cui è estratto il singolo ‘Carlo Conti Freestyle’, accompagnato da un originalissimo video. Ma partiamo dall’inizio: sei giovanissimo, come hai iniziato questo percorso artistico? “Come ho iniziato? eh bella domanda (ride ndr). Ero nel bel mezzo del mio periodo ‘punk’ e cantavo in un gruppo. Si parla di quasi di 6 anni fa, quindi ero abbastanza piccolo. Non avendo internet a casa cercavo di andare a più serate rap possibili. Una storia un pò contorta per un ragazzino che era punk. Non ci andavo solo per vedere cantare gli Mc, ma per vedere il dj. Mi ricordo la prima serata che vidi Scratchare, era al Move e come ospite c’era dj Lugi, uno dei pilastri della musica rap italiana. Vedere quel dj lassù, che faceva muovere quei dischi in modo così magistrale mi ha fatto capire che il punk non era più per me e dovevo entrare a far parte di quel mondo. Da lì un susseguirsi di avvenimenti positivi. Contattai Andrea Carpenito (in arte Doctor Planner) perché a serata conclusa parlammo del fatto che volevo imparare a ‘graffiare’ i piatti. Qualche settimana dopo andai in studio da lui per provare e, dall’ora, non sono più uscito da quel tunnel. Mi allenavo circa sei ore al giorno. Peggio di un soldato, in effetti il paragone è molto semplice: Io ero il soldato e Andrea il mio maggiore (ride ndr). Fatto sta che arrivai a fare la prima serata con uno dei miei miti, Dj Tayone. Facemmo una battle di scratch io e Planner e fu una cosa davvero epica. Dj Tayone mi diede molti consigli che tutt’ora metto in atto. Perciò se sono chi sono è soprattutto grazie a lui. E poi niente, il resto è storia”.

Come è nata l’idea del video e la scelta del luogo adatto in cui girarlo? “Diciamo che è nato prima il pezzo che l’idea del video. Ero a Roma da mio cugino e stavamo cercando di produrre qualcosa, una sorta di pezzo che potesse unire il suo stile ‘Old’ al mio un pò più ‘new school’. Siccome era già da un po’ che ci bazzicava l’idea in testa di fare un pezzo ‘malato’ ma potente scegliemmo ‘Carlo Conty Freestyle’. Scelto il nome fu paura e delirio. Tornato a Campobasso, contattai Antonio Petti (in arte Belza), nonché il mio pupillo e gli diedi subito la notizia. Avevo il beat già mezzo pronto, quindi richiamai mio cugino per dirgli che il pezzo lo faceva insieme a Belza e non più da solo. Concluse le registrazioni. Sentimmo il pezzo e ci piacque talmente tanto che ci guardammo tutti e tre in faccia e esclamammo: uagliu’ facciamoci il video! Era da poco uscito il video del saggio di fine anno di Arte & Balletto, girato da Fausto Franchi. Io e lui siamo amici da un po’ quindi, non esitai a chiamarlo e proporgli la nostra iniziativa. Entusiasti entrambi ci attivammo per fare la storyboard, l’ambientazione e i costumi. Già dal principio volevamo creare una cosa mai vista in Molise. Non solo musicalmente, ma anche sotto l’aspetto del video. Il video è stato girato principalmente allo sfascio di Campochiaro e nello studio di Roberto Tucci, in Via Mazzini. Ci tengo però a precisare che il video, l’idea, le registrazioni e tutto il resto sono farina del nostro sacco. Non ci ha aiutato nessuno al di fuori di noi.”

Cosa raccontate attraverso quelle immagini, che senso ha il vostro video di lancio? Fondamentalmente il video non ha proprio un senso logico. A livello generale, possiamo dire che l’obiettivo è quello di far capire alla gente di questa città che ci sono ragazzi che valgono veramente tanto e che con le loro forze sono capaci di fare delle cose mai viste prima d’ora, almeno in questa piccola regione.”

Quello che si nota subito è un grandissimo entusiasmo da parte tua e voglia di suonare. Cosa è per te la musica? “Ci sarebbero mille aggettivi per descrivere cosa provo per la musica, ma fino ad adesso non ne ho trovato neanche uno accettabile. Per me la musica è più una terapia che altro. La uso spesso da solo,magari quando sono giù di morale faccio dei beat un pò più tristi e quando sono molto euforico faccio beat più simpatici e ‘malati’ come quello di Carlo Conty. Non uso droghe fortunatamente, ma con la musica adoro andare in overdose”.

In attesa dell’uscita del disco Pantagon tra qualche settimana, cosa ti aspetti dal futuro prossimo? Hai nuovi progetti? “Progetti futuri fin troppi e speranze anche. Parlando seriamente, ‘Carlo Conty Freestyle’ è il primo estratto di Pentagon. Come ho già annunciato sui social è un disco interamente Trap, un genere musicale che sta andando molto in questo periodo e ovviamente non è prodotto solo da me. Qualche mese fa ho conosciuto Vincenzo Tavaglione (in arte BIGG NO!SE) e ci trovammo a parlare sempre di questo genere. Mi disse che anche che lui produceva e la cosa si fermò solamente al solito ‘dai allora ci sentiamo che facciamo un pezzo insieme’. Non è stato proprio così: abbiamo unito le forze e stiamo per far uscire uno dei prodotti migliori in circolazione. Nel disco ci sono anche alcuni featuring di ragazzi emergenti,come : Valentino Petrone, Giovanni Antonian i(in arte J-HUNT), Cristiana Antoniani, una bravissima e giovane cantante Jazz e Soul, e Francesco Santoro (in arte VERVS) e altri. In conclusione vorrei ringraziare solo una persona che mi è stata vicina e lo sarà sempre: me stesso.”

Al giovanissimo rapper un grande in bocca la lupo e “tenetevi pronti,inizia la vera RIVOLUZIONE!” (cit. Donpero).

 

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