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Frecciarossa, Delrio rassicura Ruta. “Per Termoli a breve una soluzione”. L’esponente di Palazzo Madama soddisfatto anche per la riforma del Senato

Il senatore Roberto Ruta

Il senatore Roberto Ruta

FABIANA ABBAZIA

Appena quattro giorni fa era stato il senatore molisano del Pd, Roberto Ruta, a diffondere la risposta del ministro Graziano Delrio alla sua interrogazione. Parole, quelle del rappresentante del Governo Renzi, poco incoraggianti per i pendolari molisani per i quali la possibilità che il Frecciarossa fermasse a Termoli diveniva sempre più remota. Con il Ministro, aveva fatto seguito l’incontro di Frattura e Nagni, i quali si erano dichiarati soddisfatti.

Visioni distoniche di una stessa realtà che ora però sembra pendere verso un certo ottimismo a cui possono forse guardare i molisani. A renderlo noto è nuovamente Ruta, che ha informato i rappresentanti della stampa della telefonata avuta da Delrio. A telefono, il ministro avrebbe così fatto sapere all’esponente di Palazzo Madama, che l’ipotesi di fermata a Termoli è stata recepita anche da Trenitalia e i tempi non dovrebbero essere particolarmente lunghi, ma dovrebbero tener conto solo delle modifiche al sistema di comunicazione delle diverse fermate.

Non manca il risvolto negativo di una medaglia che il Molise non conquista mai, dato che la regione potrebbe essere interessata anche dalla riduzione che Trenitalia sta compiendo sul piano nazionale degli intercity. Notizia che però non trova ancora nessun risvolto ufficiale. Sarà poi grazie al Giubileo, ha annunciato ancora Ruta, se potrà essere ristrutturata la fermata del 21bis al Roma Termini.

Il senatore, in conferenza stampa, non ha mancato di parlare delle riforme costituzionali per le quali fino alla metà del mese di ottobre i parlamentari saranno impegnanti con la discussione di una serie di emendamenti. Ruta si è così detto soddisfatto per il superamento del bicameralismo perfetto.

Il senatore ha, poi, illustrato anche l’emendamento per l’elezione degli esponenti di Palazzo Madama che, dopo la riforma, passerebbe per il Consiglio regionale.

Una ‘seconda elezione’ questa che potrebbe essere risolta comunque attraverso la volontà popolare sulla scheda elettorale, in cui i cittadini dovrebbero avere la possibilità di sapere chi il Consiglio regionale potrebbe eleggere in Senato. Insomma, un escamotage al quale tuttavia Ruta dice, così come fa ormai dal lontano 2013, di preferire la medesima abolizione del Senato stesso.

 

 

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