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L’attaccante Jallow: dal Gambia, passando per Riccia, per volare con l’Agnonese. Il diciannovenne centravanti ha festeggiato il primo gol in serie D

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Sulayman Jallow

ALESSANDRA POTENA

A tu per tu con Sulayman Jallow, attaccante classe ’96 dell’Olympia Agnonese, l’anno scorso in forza all’Olimpia Riccia in Eccellenza. Una parentesi al Monopoli a luglio, prima del ritorno in Molise. L’esordio in serie D e il gol alla quarta giornata di campionato, il primo in un campionato a carattere nazionale.

Una grande gioia per un ragazzo, che l’anno scorso si è subito messo in luce nel massimo torneo regionale molisano, attirando su di sé le attenzioni di diversi addetti ai lavori. Scoperto a Riccia, allenato da Roberto Barrea, nel Fortore gli è stato dato modo di fare esperienza con la massima tranquillità, senza troppe pressioni. E a distanza di un anno dall’esordio nel calcio molisano, la grande soddisfazione

Sei in Molise da marzo del 2013, dopo essere arrivato hai iniziato a giocare con l’Olimpia Riccia dove hai disputato una buona stagione. “Sì, sono arrivato in Molise dalla Libia nel 2014. Ho iniziato a giocare in Eccellenza con l’Olimpia Riccia dove ho disputato 14 partite ed ho segnato 9 goal. Mi piace molto questa terra che mi accolto bene e mi sta dando l’opportunità di prendere un buona strada calcistica”.

Sei nato in Gambia, lì giocavi già a calcio? Com’è nata questa passione? “In Gambia ho giocato in diverse squadre, nel ‘T.Central’ e nel ‘Real de Banjul’. Amo il gioco del calcio fin da bambino, spero che il mio sogno di giocare in un grande club si realizzi”.

Qual è la tua aspirazione e cosa ti auguri per il futuro? “Vorrei giocare in Lega Pro o in Serie B, la cosa più importante adesso è di far bene insieme ai miei compagni dell’Olympia Agnonese disputando un buon campionato”.

La tua partita più bella. “La finale di coppa Italia contro l’Isernia è stata la partita più bella che abbia mai giocato. Sono entrato con l’intenzione di segnare. Ero infortunato, in panchina, nevicava. Faceva molto freddo, ma la mia ambizione era quella di vincere la finale. Abbiamo dato noi stessi cercando di giocare nel miglior modo possibile ma abbiamo perso. Ciò che conta è lo spirito di gioco”.

Hai segnato una doppietta la scorsa partita contro il Giulianova. A chi dedichi i gol? “Ogni gol che segno ricordo mia madre a cui dedicherò ogni gol. Ho perso mia madre quando avevo 7 anni. Vorrei che fosse qui per vivere le mie emozioni e le mie soddisfazioni”.

 

 

 

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