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Alessandro Di Lisio e i militari morti in Afghanistan ricordati a Castelraimondo. Al Parco della Rimembranza issata la bandiera della città di Campobasso e piantato un leccio per ogni soldato

L'assessore Salvatore Colagiovanni, a Castelraimondo, con Nunzio Di Lisio e il bambino che ha portato la bandiera della città di Campobasso

L’assessore Salvatore Colagiovanni, a Castelraimondo, con Nunzio Di Lisio e il bambino che ha portato la bandiera della città di Campobasso

Il soldato Alessandro Di Lisio e tutti gli altri militari caduti in Afghanistan dal 2004 sono stati ricordati ieri mattina, domenica 20 settembre 2015, a Castelraimondo, in provincia di Macerata, dove il Gruppo Intercomunale Alpini Val Potenza e l’amministrazione comunale locale hanno organizzato una giornata durante la quale l’emozione e la commozione l’hanno fatta da padrone.

Presenti sindaci, assessori e consiglieri dei Comuni nei quali risiedevano coloro che hanno pagato con la vita la missione di pace italiana in Afghanistan dal 2004.

Il ritrovo in piazza, il corteo al quale hanno preso parte tanti bambini, che hanno portato le bandiere delle città interessate dai sacrifici di vite umane, perse nel nome della Patria, hanno dato il via alla mattinata.

Al Parco della Rimembranza, una cerimonia sobria ma sentitissima. I volti dei genitori commossi hanno reso l’atmosfera emozionante e ricca di ricordi, quelli dei soldati, giovanissimi, che con uno scoppio o uno sparo hanno visto infranti, in pochi secondi, tutti i loro sogni.

Al Parco della Rimembranza ogni albero (un leccio) rappresenta ognuno dei militari che hanno perso la vita e ad inizio cerimonia il toccante alzabandiera.

Sotto le note dell’Inno di Mameli e accanto alle bandiere italiana e dell’Unione Europea, quelle delle città che sono state interessate dai lutti militari. E la bandiera della città di Campobasso, portata da un bambino, accompagnato dal padre di Alessandro Di Lisio, Nunzio, e dall’assessore Salvatore Colagiovanni, ha immediatamente spiccato il volo verso il cielo. Così come la bandiera rossoblù con le sei Torri, anche gli altri vessilli sono stati issati. Come ha ricordato il rappresentante di Palazzo San Giorgio “su ogni bandiera sotto l’inno nazionale sembrava di rivedere i volti dei nostri ragazzi, eroi che non hanno avuto paura di sacrificarsi per assicurare la pace internazionale”.

“Non c’è futuro senza memoria – ha ricordato l’assessore Salvatore Colagiovanni, chiamato sull’altare dove è stata celebrata anche una Santa Messa per il saluto istituzionale e per un ricordo dei militari caduti in Afghanistan –. Il sacrificio dei nostri giovani soldati deve restare indelebile nelle menti di chi amministra le città e di chi governa il Paese. Il mio auspicio è quello che i 54 eroi siano da esempio per il futuro: i Governi dovranno lavorare con lo scopo di trovare soluzioni alternative, atte ad assicurare il necessario equilibrio dei rapporti tra gli Stati della comunità internazionale, superando le difficoltà ancora oggi, purtroppo, evidenti in alcuni Paesi”.

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