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L’allenatore del Lupo, Cappellacci, soddisfatto della vittoria all’esordio: “Buona la prima ma meglio vincere con un 1-0 sofferto. Miglioreremo”

L'allenatore del Campobasso, Roberto Cappellacci

L’allenatore del Campobasso, Roberto Cappellacci

ALESSANDRA POTENA

Il Campobasso ha messo in mostra i muscoli nella fase offensiva all’esordio stagionale. Un team, descritto come una corazzata dalla stampa abruzzese e marchigiana, che ha fatto divertire gli oltre duemila spettatori del ‘Nuovo Romagnoli’. Tra questi, presenti anche diversi rappresentanti istituzionali della Regione Molise, della Provincia e del Comune di Campobasso. Erano anni che non si vedeva una simile vicinanza alla squadra che rappresenta, sostanzialmente, la ventesima regione d’Italia in lungo e in largo per la Penisola.

A fine partita, non poteva che essere soddisfatto il tecnico del Lupo, Roberto Cappellacci, il quale ha analizzato gli aspetti positivi e negativi della sua formazione.

“Buona la prima – le parole dell’ex allenatore del Teramo e del Cosenza, ci tenevamo a vincere. Avrei sperato in un 1-0 sofferto. È stata una partita dura, poiché la Recanatese è una squadra più fresca e leggera. Nonostante ciò, non ci aspettavamo di prendere tre gol ma nemmeno farne altrettanti quattro. Abbiamo bisogno di tempo e di partite per trovare la giusta quadratura. Per quanto riguarda le prestazioni – ha proseguito il tecnico faremo sempre meglio, si deve migliorare e miglioreremo”.

L'abbraccio dei tifosi del Campobasso a fine partita

L’abbraccio dei tifosi del Campobasso a fine partita

Molto soddisfatto il mister per l’approccio tra squadra e tifosi:  “Il pubblico non mi ha meravigliato, perché è ciò che mi aspettavo. L’impatto è stato bello, si sono sentiti nonostante non fossero diecimila. La tifoseria ha partecipato con la squadra nelle gioie e nella sofferenza. Spero di farli soffrire meno”.

Dopo le prime due reti c’è stata da parte del Campobasso una reazione rabbiosa importante, dopo il terzo gol una di paura, la squadra aveva paura di aver esaurito le energie o perché prendere gol in quel modo ha tolto qualche consapevolezza? “La squadra ha sofferto sul 4-2, non è stato l’aspetto psicologico, mentre dopo il 4-3 la squadra non aveva la forza di spingere e giocare”.

Ha sposato il modulo 4-3-3, è stata una sua scelta bloccare i terzini? “Non è una nostra prerogativa. Abbiamo giocato a tratti e i terzini hanno avuto poca possibilità di andare”.

Da martedì il suo primo intervento quale sarà? “Si comincerà a pensare alla prossima partita contro l’Amiternina, altrettanto importante e complicata, dove cercheremo di vincere”.

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