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Il caso / La Giunta comunale di Bojano approva (in 72 ore) le proposte di una cooperativa campana, sistemando venti minori di un progetto Sprar in due immobili dell’assessore Angelo Bernardo

La camera da letto dei minori davanti a una vetrata trasparente dell'ex ufficio del Giudice di Pace

La camera da letto dei minori in via Barcellona davanti a una vetrata trasparente dell’ex ufficio del Giudice di Pace

GIUSEPPE FORMATO

Conflitto di interesse e inopportunità politica: è quello che alcuni cittadini di Bojano, da oltre un mese, contestano alla Giunta comunale guidata da Antonio Silvestri, che si appresta a vivere gli ultimi nove mesi da sindaco.

L’esecutivo cittadino con la delibera numero 87 del 3 luglio 2015, infatti, ha autorizzato due comunità alloggio per minori denominate ‘Nelson Mandela’ e ‘Malala’, che saranno gestite dalla Giada Onlus Cooperativa Sociale.

Fin qui nulla di strano, ma a una più approfondita analisi emerge che le due comunità sono state autorizzate nel Condominio Bernardo in due locali riconducibili alla proprietà di Angelo Bernardo, assessore del Comune di Bojano.

Leggendo la delibera, si nota che l’assessore in questione, venerdì 3 luglio 2015, dopo aver votato le delibere 84, 85 e 86, alla 87 risulta assente e, come riporta il provvedimento, sottoscritto dal sindaco Silvestri e dal vice-segretario comunale, Alfonso La Banca, “prima di trattare l’argomento si è allontanato l’assessore Angelo Bernardo”.

Il proprietario dell’immobile, che con molta probabilità (mancano gli allegati alla delibera e l’accesso agli atti richiesto dai condomini non è stato ancora evaso) riceverà un fitto dalla cooperativa con sede a Colle Sannita, in provincia di Benevento, e che fa capo al presidente Antonio Di Pinto, dunque, non ha partecipato alla discussione, che ha avuto un esito di quattro voti a favore: quelli del primo cittadino e degli assessori Gaetano Policella (vice-sindaco), Sabrina Scinocca e Carlo Perrella.

Le stranezze di questa delibera non terminano qui, perché da una approfondita lettura emerge che la richiesta di autorizzazione per le due comunità alloggio per minori della Giada Onlus Cooperativa Sociale è stata inoltrata il 30 giugno 2015, ovvero 72 ore prima della delibera numero 87.

In appena tre giorni, la delibera certifica che la cooperativa è riuscita a produrre alcuni indispensabili documenti: la copia della planimetria quotata dei locali e degli eventuali spazi verdi, quest’ultimi necessari per i progetti Sprar, ma assenti nel condominio in questione; l’indicazione della destinazione d’uso dei locali e degli spazi, che al 20 agosto risultavano ancora essere adibiti a uffici e locali commerciali (in precedenza c’erano gli uffici del Giudice di Pace e della Comunità Montana); la certificazione di abitabilità e di idonea conformità urbanistica; l’attestazione di possesso dei requisiti di sicurezza inerenti gli impianti presenti; il certificato di prevenzione incendi e l’illustrazione della dotazione organica del personale con le relative funzioni e qualifiche.

Questa ‘strana’ storia, però, non è finita qui, sia perché alla delibera 87, pubblicata regolarmente sul sito del Comune di Bojano, mancano gli allegati e, tra questi le copie dei contratti, sia perché seguono, sull’argomento, in due settimane, altre due delibere di Giunta: la numero 88 dell’8 luglio 2015 e la 95 del successivo 20 luglio, approvate sempre con quattro voti, senza quello dell’assente Angelo Bernardo, proprietario degli immobili concessi alla cooperativa.

Il Comune di Bojano, con la delibera numero 88, approva la proposta progettuale (di appena otto giorni prima) della Giada Onlus Cooperativa Sociale di accoglienza integrata dei servizi minimi garantiti a favore dei richiedenti e titolari di protezione internazionale, apportando in conto cofinanziamento la disponibilità di strutture sportive, ricreative e culturali di proprietà del Comune di Bojano per sei ore settimanali, individuate nella delibera 95 nello stadio, nel centro sportivo Varazi e nel campo di calcetto di via Zona 167 e autorizzando l’ente a presentare istanza di contributo relativa alla ripartizione delle risorse iscritte al fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo.

La successiva delibera 95 del 20 luglio 2015 autorizza, dunque, il cofinanziamento a carico del Comune di Bojano, attraverso l’apporto e la valorizzazione di beni, servizi e personale pari ad € 121.791,56 per l’intera durata del progetto dal 01/09/2015 al 31/12/2016, presentando apposita istanza di contributo relativa alla ripartizione delle risorse iscritte al Fondo Nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo per gli anni 2015/2016 per un importo pari ad € 525.960.

I condomini dell’immobile di via Barcellona 145 e 147 sono rimasti all’oscuro della vicenda fin quando un mese fa, agli inizi di agosto, sono iniziati i lavori ai due immobili, dove saranno sistemati in totale 20 minori rientranti nel progetto Sprar.

Gli stessi, non avendo ricevuto risposte dall’amministrazione comunale, si sono rivolti, così, all’avvocato Sandro Cutone, il quale per conto dei condomini, ha chiesto la sospensione dell’efficacia dei provvedimenti in autotutela, in attesa di chiarire una questione piena di ombre.

Il legale isernino, infatti, ha ravvisato nella sua istanza, inviata al Prefetto di Campobasso, alla Questura, al Comando dei Carabinieri, alla Regione Molise, all’Arpa, all’Asrem e allo stesso Comune di Bojano, diverse incongruenze delle delibere di autorizzazione, ravvisabili nel mancato rispetto del regolamento condominiale, nella effettiva presenza delle concessioni richieste (difficilmente ottenibili in appena 72 ore), nella mancanza dei requisiti soggettivi della Onlus per la gestione dei minori stranieri e, non da meno, nel numero di minori da poter alloggiare.

Avviato l’iter legale, sembra che uno degli assessori, che pur aveva espresso il suo voto favorevole nelle tre sedute dell’esecutivo cittadino, abbia provveduto a protocollare una richiesta, indirizzata al sindaco e alla Giunta, di una più approfondita analisi della questione. Pentitosi del suo sì alle tre delibere, infatti, costui avrebbe richiesto il riesame dei provvedimenti, in merito alla loro legittimità e opportunità, per via dell’utilizzo degli immobili riconducibili a uno dei colleghi della Giunta comunale e alla repentina decisione delle delibere 87, 88 e 95, anche per via della presenza nel condominio di nuclei familiari con i problemi di integrazione che potrebbero sorgere.

La questione è destinata a non chiudersi qua: sono previste interrogazioni e interpellanze sulla vicenda in Consiglio comunale da parte della minoranza.

Il clima a Bojano è già caldo e da oggi, 6 settembre 2015, fino a maggio, quando si rinnoverà l’assise cittadina il clima sarà particolarmente rovente. Più dell’ultima infuocata estate.

I proprietari degli appartamenti di via Barcellona 145 e 147 vogliono i chiarimenti di questa vicenda, che se andrà in porto vedrà alcuni dei 20 ragazzi dormire davanti alle enormi vetrate di un locale a piano terra, una volta adibito a ufficio.

Conflitto di interesse e inopportunità politica: ma il centrodestra che governa Bojano da decenni è ancora credibile agli occhi della cittadinanza matesina, già martoriata da una fortissima crisi occupazionale? Agli organi giudicanti e agli elettori l’ardua sentenza.

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