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Molisani censiti su Facebook. La piccola regione riproduce la moda americana: in ‘Humans of Molise’ una sorta di archivio antropologico

humansofmoliseFABIANA ABBAZIA

Sono volti sorridenti, pensierosi, rassegnati, da sognatori, a volte semplicemente assonnati. Sguardi corredati da una storia. Vite che si svelano solo in parte, lasciando tutto il resto all’immaginazione e alla sensibilità di chi, anche solo per un momento, vuol provare a fantasticare su chi è dall’altra parte della macchina fotografica. La pagina Facebook ‘Humans of Molise’ è tutto questo e, al pari dell’esperienza newyorkese alla quale in parte si rifà, nasce con l’obiettivo di divenire una sorta di archivio antropologico della ventesima regione d’Italia.

L’idea di ‘catalogare’ gli abitanti del Molise parte da Antonio Idio, regista e fotografo originario di San Giuliano del Sannio, ma da anni a Roma dove si occupa principalmente di realizzare videoclip musicali. L’esperienza a cui guarda prima di decidere di rendere ‘social’ i suoi corregionali è quella famosissima dell’americano Brandon Stanton, operatore finanziario che dopo aver perso il lavoro e deciso di trasferirsi a New York, mette su un progetto per fare una sorta di censimento degli abitanti della grande mela. Così nel 2010 Stanton, dopo aver raccolto ben 10 mila scatti, decide di aprire un blog dove poterli pubblicare. È così che nasce ‘Humans of New York’, dove ben presto alle foto si aggiunge anche qualche rigo scritto, brevi interviste ai protagonisti delle immagini in cui questi magari si raccontano con un aneddoto o anche con una frase che li rappresenti. Il blog è un successo, gli utenti aumentano di giorno in giorno, passando anche per Facebook, dove nel frattempo è nata una pagina collegata al sito.

Con 400 di queste foto Stanton pubblicherà anche un libro, mentre saranno in tanti nel mondo a riprodurre la sua esperienza, a partire proprio dal famoso social network, dove per numerosissime città nascono omonime pagine.

“Mancava il Molise – dice infatti Antonio – e mi son detto perché no?”. Dal pensiero all’azione, dato che in pochissimo tempo Antonio, aiutato da altri tre fotografi, Fabio Cuccaro, Paolo Ricciuti e Nicola Montalto, intenzionati a non abbandonare il progetto, hanno scattato oltre 100 foto.

“L’idea sembra piacere a tutti coloro che sono stati coinvolti e fotografati”, racconta ancora il regista che poi ammette come “non sia de tutto semplice spiegare l’iniziativa alle persone più anziane”.

“Bisogna – dice – essere un pò pirati e un pò venditori per tirargli fuori qualche parola, ma è divertente. Credo che con il tempo questa pagina potrebbe diventare una specie di archivio storico, o sociale, della nostra regione. Uno spazio in cui raccogliere anche pregi e difetti dei molisani, non solo belle storie”.

E così su uno spazio virtuale legittimato dai cosiddetti ‘like’ troviamo persone come Laura e Alessandro pronte a lodare le bellezze del Molise, il volto di una donna in pensione che ha smesso di girare il mondo e a cui invece questo piccolo lembo di terra inizia ad andare un po’ stretto.
C’è Giacomo, che incarna la realtà di numerosi giovani che per racimolare un po’ di denaro sono costretti a fare tre o quattro lavori contemporaneamente, c’è l’amore ‘ironico’ di Francesco e Carmen, l’idea di giustizia di Nick e la visione imprenditoriale di Settimio. C’è poi il dialetto molisano debitamente tradotto e il racconto di chi dopo aver cercato la fortuna altrove ha provato a tornare per rimanere.
Insomma, c’è un Molise ricco di storie da raccontare, di persone da conoscere. Giovani, donne, bambini, anziani, volti di una terra piena di sognatori e arrendevoli, piena di ricchezza e di miseria, dove sicuramente non mancano le incongruenze di un territorio che avrebbe solo voglia di uscire da un limbo economico e sociale.

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