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Menzione speciale per l’Hospice di Larino, al centro della struttura il paziente e la sua famiglia. Differenza tra il vivere e il sopravvivere: Flocco cita Tagore per spiegarla

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Un momento della conferenza stampa a Palazzo Vitale

CRISTINA SALVATORE

Ancora un riconoscimento per l’Hospice di Larino che ha ottenuto una menzione speciale dalla Conferenza delle Regioni e dalla Fondazione nazionale ‘Gigi Ghirotti’ per progetti particolarmente innovativi ed efficaci nella lotta al dolore.

Un importante titolo onorifico attribuito nell’ambito della XIV Giornata nazionale del sollievo in programma domenica prossima, che arriva a solo un anno di distanza dalla menzione per  i progetti contro il dolore per i bambini malati terminali.

Particolarmente emozionato il direttore responsabile della struttura del Basso Molise, Mariano Flocco, durante la conferenza stampa convocata per l’occasione a Palazzo Vitale dal governatore Frattura. Lo specialista  nel corso dell’incontro ha spiegato cos’è la cosiddetta terapia del dolore. “Noi – ha detto Flocco – per cura palliativa intendiamo una complessità di azioni che vanno oltre le terapie classiche, quelle farmacologiche che prevedono la medicina tradizionale. C’è, infatti, tutto un altro corteo di azioni che vengono svolte. Le due principali che io amo evidenziare, sono la cura psicologica e quella spirituale. Sono questi – ha sottolineato il medico – gli elementi più importanti di ciò che intendiamo noi all’Hospice per cure palliative”. Aspetti questi, per Flocco “persino più importanti, a volte, di quelle mediche nel senso specifico”.

“Purtroppo – ha proseguito lo specialista – questa dimensione viene fatta coincidere con le cure di fine vita e identificata con il buio della morte. Invece piano, piano e con molta fatica e costanza, stiamo riuscendo a sottolineare come la qualità di vita più importante della sua durata”.

“La qualità del lavoro che questa squadra garantisce – sono state poi le parole del presidente Frattura – è qualcosa di unico e raro. E’ chiaro che ciò è possibile se oltre alla professionalità si aggiunge la sensibilità umana, che penso una squadra come quella del dottor Flocco possegga in abbondanza. Si tratta – ha poi concluso il governatore – di specialisti che offrono un servizio di eccellenza per la nostra regione”.

La filosofia del modo di lavorare dell’intero staff dell’Hospice di Larino, diretto da Flocco si fonda sulla cura non solo del malato in sè, ma di tutto l’ambiente familiare. “Qui – ha specificato ancora Flocco – i parenti dei malati sono di casa e a volte noi stessi consigliamo la loro permanenza anche di notte. Non è obbligatorio, ma può servire a dare un minimo di serenità all’ospite. I parenti possono mangiare, possono addirittura cucinare qualcosa se vogliono, in quanto abbiamo una cucina a loro disposizione. Insomma, c’è quel carattere familiare dal quale non dobbiamo discostarci e un aiuto umano e psicologico fondamentale. Quando comunque si parla di malati terminali solitamente si pensa ai malati oncologici, invece la stessa identica attenzione viene mostrata ai pazienti affetti da malattie meno comuni, ma non per questo meno gravi, come ad esempio i malati di sclerosi laterale amiotrofica, o Sla”.

Flocco cita, infine, il poeta indiano Tagore per indicare la “differenza tra vivere e sopravvivere”. L’esempio è quello della “farfalla che non conta gli anni, ma gli istanti. Per questo il suo breve tempo le basta”. Una sola frase che racchiude in poche parole lo spirito del ruolo e degli obiettivi con cui lo staff medico e paramedico dell’Hospice quotidianamente agisce.

 

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