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‘Poietika, il corpo della parola’, al Teatro Savoia l’evento dedicato al ricordo del giovane poeta campobassano, Dominik Ferrante. Lo scrittore Magrelli: “Si pubblica tanto, ma si legge poco”

poieticaCRISTINA SALVATORE

È giunta al termine la prima delle cinque giornate dedicate alla poesia: ‘Poietika, il corpo della parola’, il nome dell’evento di scena al Teatro Savoia di Campobasso. Un meeting denso di eventi e di ospiti di rilievo internazionale, che accompagnerà i molisani fino al 24 maggio e promosso dalla Fondazione Molise Cultura e organizzato dall’associazione culturale Tènke.

Un evento, come ha precisato il direttore artistico Valentino Campo, dedicato al ricordo di Dominik Ferrante, un giovane intellettuale campobassano scomparso prematuramente il 15 agosto del 2005, le cui poesie sono state raccolte dalla famiglia in un libro intitolato ‘Il cielo incompiuto’.

Lo scrittore Valerio Magrelli ha aperto l’incontro ricordando che oggi in Italia si scrive e si pubblica moltissimo, ma si legge molto poco.

“La TV oggi erode energia e spazio che dovrebbe essere dedicato ai libri – ha sottolineato Magrellima se noi usassimo i tempi definiti ‘morti’, come i minuti e le ore che passiamo a fare in fila alle poste o dal dentista, per leggere, scopriremmo di avere a disposizione un numero straordinario di ore da poter dedicare interamente alla conoscenza della parola, della poesia. Leggere è la nostra arma di difesa contro il veleno di questa epoca ed è l’unica arma che ci permette di arricchirci per avere una vita sana”.

Un dibattito ricco di spunti interessanti in cui si è sottolineato continuamente l’importanza della parola e la sua capacità dirompente di forgiare immagini nella nostra mente che diventano memorabili e onnipotenti.

“Una regola della poesia – continua Magrelli – è non avere regole”.

La serata è proseguita con la proiezione dei fumetti dell’artista molisano Giancarlo Civerra, che ha parlato del potere suggestivo delle immagini, della loro capacità narrativa e di divulgazione concettuale, tramite l’uso del linguaggio visivo che riesce a raccontare storie e poesia in maniera diretta ed autentica, in contrasto con il virtuale che caratterizza il mondo odierno: “Nel mondo virtuale – l’opinione di Civerra – si  indossano pure maschere per il solo fine di nascondere se stessi”.

E per concludere questa intensa giornata ‘Poietika’ non poteva mancare la poesia della musica eseguita al piano dal compositore Antonio Porpora Anastasio autore, tra l’altro, di numerosi saggi e libri.

La poesia che si legge, che si vede, che si ascolta. Il compito del poeta è, dunque, quello di tenere acceso il fuoco della critica, di proteggerlo e di farne buon uso.

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