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Riduzione costi della politica, dal Consiglio regionale il ‘no’ alla proposta di legge per dimezzare le indennità sottoscritta da seimila persone

indignati

Gli ‘Indignati’ molisani, promotori della proposta di legge

Nella tarda serata di ieri, martedì 12 maggio, dopo l’approvazione della Legge regionale a sostegno dell’editoria, l’aula di palazzo Moffa ha bocciato la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dagli ‘Indignati’ volta alla riduzione dei costi della politica. Un’iniziativa alla quale avevano aderito ben seimila persone apponendo la propria firma per sostenere la causa e chiedere che in un simile e difficile momento si facesse uno sforzo comune per contribuire alla causa.

La proposta è stata respinta dalla maggioranza, mentre a votare favorevolmente per il dimezzamento delle indennità oltre ai pentastellati Federico e Manzo (che ormai da tempo hanno rinunciato al 70 per cento dell’indennità nda), sono stati gli esponenti di centrodestra Iorio, Fusco Perrella e Micone.

Sulla bocciatura della proposta da parte dell’aula avvenuta ieri sera si è espresso il governatore Frattura. “Ritengo doveroso – le parole del numero uno del Molise – il rispetto nei confronti dei 6 mila firmatari della proposta di legge per la riduzione dei costi della politica, e con la stessa onestà ritengo altrettanto doveroso un atteggiamento serio rispetto al tema. Credo sia opportuno elevare il livello su una questione così impopolare, come rilevato, evitando però di farci trascinare dal qualunquismo che abbiamo respirato ogni qualvolta l’abbiamo affrontata senza mai entrare nel merito di quanto fatto in quest’Aula lo scorso anno. Il tema dei costi della politica va affrontato ancora una volta responsabilmente: questo è il nostro dovere. Farsi dettare la rotta dalla pancia e non dalla testa è, a mio giudizio, un modo sbagliato per dare risposte ai cittadini. Queste sono le ragioni – ha proseguito Frattura – in virtù delle quali ho votato favorevolmente all’anticipo della discussione sulla proposta di legge: sono convinto che non sia sicuramente, il testo proposto, la risposta più corretta da dare ai cittadini tutti, a coloro che hanno firmato ma anche a coloro che non hanno firmato. Non porta a una valutazione attenta da parte dei consiglieri regionali dell’undicesima legislatura in merito ai costi della politica. Allo stesso modo non credo sia in questo momento corretto rifugiarsi esclusivamente dietro a una ipotesi di riforma costituzionale. Tuttavia, è giusto sottolineare che al pari degli altri consigli regionali, al pari degli altri governi regionali, le nostre competenze sono le stesse, con la differenza che i temi in altre Regioni si affrontano con consistenze consiliari e di governo nettamente più importanti rispetto alle nostre.
Questo, non per giustificare una disattenzione rispetto ai costi della politica, ma solo ed esclusivamente un’attenzione alle responsabilità che ciascuno di noi con coscienza assume ogni giorno. Questo, ancora, non solo per spiegare il mio voto favorevole all’anticipazione della discussione, ma anche il mio voto negativo alle modalità con le quali la legge è stata presentata, seppur sottoscritta da 6 mila cittadini, con l’invito al Consiglio regionale ad affrontare responsabilmente il tema dei costi della politica”.

Sulla questione intanto ha replicato Emilio Izzo, tra i promotori della proposta di legge, chiedendo le dimissioni immediate del Governo regionale. Il sindacalista, in occasione della quattro giorni promossa dal coordinamento Frane Molisane che prenderà il via a partire da domani giovedì 14 maggio alle 18 in Piazza Municipio a Campobasso, per concludersi il prossimo 19 maggio con una manifestazione in via IV Novembre, ha annunciato di mostrare un documento sul tema, firmato in campagna elettorale, che “sbugiarderà Frattura”.

fab.ab

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