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Palazzo San Giorgio, assessore Chierchia sotto accusa. Polo Civico: “Urbanistica allo sfascio”. La minoranza invoca il rimpasto di Giunta

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Un momento della conferenza stampa convocata dal Polo civico

FABIANA ABBAZIA

Si riaccende la polemica a Palazzo San Giorgio dopo il duro botta e risposta tra gli esponenti della coalizione civica e l’assessore Chierchia, di cui le minoranze ne avevano chiesto le dimissioni, dopo l’ultimo Consiglio comunale in cui sono state ritirate le delibere sull’edilizia sociale. Un settore allo “sfascio” quello dell’Urbanistica, secondo il Polo civico per il quale l’esponente dell’esecutivo targato Battista sarebbe “politicamente incapace”.

“Il ritiro delle delibere – ha rimarcato Pilone – è sintomo di una situazione di stallo e scaricare le responsabilità sulla parte tecnica non è ammissibile”.

“Incontrare oggi i giornalisti – ha specificato poi – significa rimarcare il nostro ruolo propositivo in favore del benessere dei cittadini, sulle cui teste non devono ricadere gli effetti dell’immobilismo della macchina amministrativa”.

A scendere negli aspetti più propriamente tecnici il consigliere comunale Michele Coralbo che si è addentrato nella delicata questione del cosiddetto Piano Casa, nonché della riclassificazione urbanistica. “A partire dal 17 aprile scorso – ha detto – la Regione ha attribuito 120 giorni di tempo ai Comuni per la variante al piano regolatore. Il tempo passa, ma al momento l’indirizzo politico che il centrosinistra intende prendere in questo campo non è però chiaro, anche in relazione al fatto che in Commissione è già passata l’idea che la Regione abbia scavalcato il ruolo dell’assise civica”. Per Coralbo non è però così, dato che “se ci fossero capacità tecniche dell’assessore, il Comune potrebbe ricevere un vantaggio nel settore tributario, ad esempio con la scelta politica di rimettere mano alle perimetrazioni della dibattuta Legge Cesarini”. Sempre per Coralbo, infatti, la Chierchia “che dello zero cemento ha fatto il leitmotiv della sua campagna elettorale, potrebbe salvaguardare la città da altre costruzioni, con un atto che accerti la saturazione delle zone già perimetrate, in cui non sarebbe così più possibile costruire”.

“Insomma – concludono dal Polo civico – si può fare tutto, tranne che restare immobili. E se – rilanciano ancora – davvero il 2015 deve rappresentare l’anno della svolta come il sindaco ha più volte affermato, allora si proceda a un rimpasto della Giunta che tenga conto delle competenze tecniche degli assessori”.

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