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Il Molise protagonista al convegno “L’Italia e le sanzioni. Quando la Geopolitica si scontra coi mercati. Quattro casi di studio per gli interessi economici italiani: Eritrea, Iran, Russia e Sudan” con la presenza di Stefano Maggiani

Stefano Maggiani al convegno di Farefuturo

Stefano Maggiani al convegno di Farefuturo

Importante appuntamento ieri, giovedì 7 maggio 2015, per l’avvocato Stefano Maggiani, il quale ha partecipato, da protagonista, al convegno “L’Italia e le sanzioni. Quando la Geopolitica si scontra coi mercati. Quattro casi di studio per gli interessi economici italiani: Eritrea, Iran, Russia e Sudan”, organizzato dalla Fondazione Farefuturo e tenutosi nella Sala delle Conferenze Internazionali del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale il Convegno Internazionale.

L’avvocato campobassano, lo scorso mese di maggio, aveva già preso parte a una missione in Iran insieme con l’ex Ministro Adolfo Urso, presidente di Farefuturo e della ‘Italy World Service’. Sono due le imprese campobassane assistite da quest’ultima, che stanno già partecipando attivamente alle attività promosse dalla Fondazione Farefuturo, dove si creano importanti tavoli istituzionali di confronto e formazione per le aziende che intendono svolgere un serio processo d’internazionalizzazione.

“Le nostre attività – ha dichiarato Maggiani a CBlive a margine del convegno – si stanno intensificando, al duplice fine di‎ aiutare il nostro Paese a essere presente nel mondo attraverso un importante lavoro di collaborazione con gli altri Stati mondiali, fondato sulla condivisione dei principi democratici e liberali di convivenza tra i popoli (missione della Fondazione) e di favorire l’internazionalizzazione delle imprese italiane, attraverso opportuni servizi e relazioni (Mission della Italy World Services)”.

“Con questa attività – ha proseguito Maggiani si promuove anche il Paese Italia, al fine d’incentivare eventuali iniziative ed investimenti in Italia. Personalmente tento di promuovere anche il Molise, nella speranza di dare un piccolo contributo alla sua ripresa economica, culturale e sociale. Lo strumento delle sanzioni internazionali comminate ai cosiddetti ‘Stati canaglia’, finalizzate a punirli ed isolarli, purtroppo, in molti casi, non ha avuto l’effetto sperato, bensì ha punito e compromesso le attività di molte imprese italiane che avevano importanti rapporti commerciali con questi Paesi. L’Italia, ad esempio, era il primo partner commerciale dell’Iran ed era ad esso unita da un’antica amicizia. L’effetto, spesso, è stato quello di compromettere la crescita e l’attività delle nostre imprese a favore di quelle di altre nazionalità che con scaltrezza le hanno sostituite”.

Nel corso del convegno, il presidente dell’Ice, Riccardo Monti, ha spiegato come tra gli effetti negativi ci sono quelli di vedere in taluni Paesi, non più la frutta o i prodotti italiani ma quelli di altre Nazioni di qualità decisamente inferiori.

L’efficacia delle sanzioni, secondo diversi importanti relatori, andrebbe parametrata anche con quelli che sono gli obiettivi da raggiungere e sarebbero da valutare meglio i motivi per cui si applicano. Alcuni Stati hanno pagato e subito gli effetti delle sanzioni sul presupposto di valutazioni errate.

“È emerso in maniera inequivocabile – ha spiegato Stefano Maggianiil desiderio di questi Paesi di avere importanti e intensi rapporti commerciali con l’Italia che deve convincersi di assumere un ruolo internazionale importante, assumendo anche posizioni di forza nei confronti di chi vuole imporre sanzioni ed embarghi più per motivi egoistici che di reale pericolo”.

Importante il contributo di Massimo Rustico, Ministro Plenipotenziario, Coordinatore iniziative di promozione all’estero dell’ANCE, il quale ha rappresentato l’esigenza delle imprese di costruzioni italiane di poter operare con le loro capacità e con il loro ‘know how’ alla realizzazione delle infrastrutture in questi Paesi, rimuovendo le situazioni di concorrenza sleale che spesso altri Paesi praticano, ad esempio, attraverso il bassissimo costo della mano d’opera e la non osservanza di tutte le norme sulla sicurezza che le imprese italiane, giustamente, osservano. Rustico ha posto in evidenza, infine, la necessità di aiuto e di accompagnamento del sistema creditizio italiano alle imprese nazionali che vogliono e possono operare proficuamente in queste realtà.

“Lo stesso Molise – ha concluso Maggianiha diverse importanti aziende del settore delle costruzioni che vivono momenti difficili e che potrebbero, se accompagnati opportunamente dalle istituzioni e dal sistema bancario, ritrovare la forza e i fasti di un tempo”.

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