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Presentato il progetto ‘Socialorto’. I suoi scopi: favorire il reinserimento terapeutico nella comunità di soggetti svantaggiati e produrre beni di elevata qualità organolettica

socialorto conferenza presentazione

La conferenza stampa di presentazione del progetto ‘Socialorto’

È stato presentato questa mattina, lunedì 4 maggio 2015, il progetto ‘Socialorto’, nato dalla collaborazione tra il Circolo Legambiente di Campobasso, il Comune di Campobasso e l’Asp ‘Don Carlo Pistilli’, avente come scopi: da un lato, quello di favorire, tramite azioni rivolte ad una maggiore consapevolezza degli equilibri ambientali, l’occupazione attiva dei cittadini anziani autonomi e in buone condizioni di salute ospiti della casa; dall’altro, quello di consentire lo scambio intergenerazionale, in favore della coesione sociale.

Il progetto, finanziato con i fondi dell’otto per mille della Chiesa Valdese, si allinea con il filone dell’agricoltura sociale che ha trovato terreno fertile anche in Italia: le esperienze nate negli ultimi 10 anni hanno puntato ad integrare la produzione agricola con i servizi culturali, sociali, educativi, assistenziali, sanitari, formativi e occupazionali a vantaggio della popolazione anziana o anche di categorie svantaggiate: gli orti sociali nascono ovunque con lo scopo di impegnare i cittadini della terza età, persone diversamente abili e per persone disagiate al fine di evitare il loro isolamento sociale e incentivare i momenti di socializzazione e di incontro.

“L’obiettivo principale del progetto – ha dichiarato Andrea De Marco, responsabile del progetto – è quello di favorire il reinserimento terapeutico di soggetti svantaggiati nella comunità e, al contempo, mediante la coltivazione di un orto biologico,  produrre beni di elevata qualità organolettica. I principali destinatari saranno gli ospiti dell’Asp ‘Don Carlo Pistilli’ di Campobasso e i ragazzi dell’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni del Molise (USSM) di Campobasso”.

Il terreno dove il progetto 'Socialorto' prenderà vita

Il terreno dove il progetto ‘Socialorto’ prenderà vita

“Il progetto risponde a pieno alla volontà dell’amministrazione comunale di favorire una rinnovata coesione sociale e l’impegno attivo e coordinato di tutte le migliori energie del territorio,  con l’obiettivo dichiarato di attuare politiche attive di inclusione, in favore di minori, anziani e di tutte quelle fasce di popolazione a più alto rischio di marginalità – ha affermato l’assessore alle Politiche per il Sociale del Comune di Campobasso,  Alessandra Salvatore –. L’esperienza degli orti sociali, già da tempo consolidata in altre realtà regionali, viene inaugurata con questo progetto ma avrà, nel prossimo futuro, seguito ulteriore, non appena, concluso il lavoro di censimento delle aree verdi e dei terreni comunali, in corso da alcuni mesi, verranno individuate aree idonee alla realizzazione degli orti sociali”.

“La coltivazione degli orti permette a soggetti con problemi di esclusione sociale di sentirsi utili e attivi all’interno della comunità, poiché costituisce un’occasione di incontro, di socializzazione e di partecipazione a momenti ricreativi in gruppo – ha affermato Giuseppe Faioli, Presidente del Circolo Legambiente ‘Eugenio Cirese’ –. In questo contesto il progetto ha l’obiettivo di coinvolgere alcuni anziani della casa di riposo con l’intento di esplorare e di riscoprire l’ambiente utilizzando i cinque sensi, riprodurre il ciclo della vita della natura, dal seme al frutto, utilizzando una parte del giardino prospiciente la struttura residenziale, messa a disposizione dal Comune di Campobasso”.

Il progetto si arricchisce con il coinvolgimento del professor Antonio De Cristofaro, titolare della cattedra di ‘Controllo biologico e integrato’ dell’Università degli Studi del Molise e dei suoi studenti, al fine avvicinare generazioni così distanti tra loro e consentire la trasmissione di conoscenze, attività, di valori e di esperienze tra generazioni.

“Da sottolineare – le affermazioni del docente universitario –, oltre al fatto che l’esperienza dell’orto sociale di Socialorto sia una delle prime ti questo genere fatte in regione, c’è che l’orto sarà coltivato secondo i criteri dell’agricoltura biologica e la pratica della lotta integrata”.

Il progetto prevede, inoltre, la concessione di un una borsa di studio, finanziata con i fondi dell’otto per mille della tavola valdese, del valore di 3 mila euro avente come tema attività di documentazione e studio finalizzata a fornire assistenza tecnica per la coltivazione di un orto biologico. Tutta la documentazione riguardante la borsa di studio è scaricabile dal sito www.legambientecircolocb.eu.

Il progetto in gestazione permetterà di sperimentare forme di socializzazione alternative a quelle attualmente presenti sul territorio grazie al confronto inter-generazionale: dall’anziano che ricorda le pratiche agricole e i sapori che ha conosciuto nel suo percorso di vita, fino allo studente che diventa a sua volta formatore e conducente nella pratica orticola. Da qui grazie alla collaborazione attiva con l’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM) il progetto darà la possibilità a due minori sottoposti a provvedimenti giudiziari, grazie alle borse lavoro, di rendersi utili alla comunità e, nel frattempo, di imparare pratiche quali la coltivazione dell’orto, che, al giorno d’oggi, stanno andando in disuso tra le nuove generazioni.

Proprio le finalità inclusive ed il patto intergenerazionale sul quale si vuole scommettere hanno trovato la piena e fattiva adesione del Comune di Campobasso, che, per la realizzazione del progetto ‘Socialorto’ mette a disposizione del circolo Cirese, per tutta la durata del progetto, mediante cessione in comodato d’uso gratuito, l’area verde di sua proprietà, prospiciente la residenza per anziani, affidata al circolo per la realizzazione, gestione e coltivazione dell’orto biologico, allo scopo di favorire il recupero e la diffusione di conoscenze e tecniche naturali di coltivazione.

Il progetto sarà esteso a tutte quelle persone e associazioni del quartiere, che vogliano collaborare alla realizzazione dell’orto sociale in modo da creare una intesa collaborativa tra gli stessi e gli ospiti della casa. Un modo per far interagire e confrontare persone che vivono realtà e condizioni di vita diverse. In un momento successivo, si procederà anche a coinvolgere le scuole del quartiere attraverso una giornata educativa da svolgere in concomitanza con la Festa dell’albero, in cui oltre a riqualificare la zona, si procederà alla piantumazione di alberi da frutto. Nella stessa giornata sarà allestita una mostra fotografica nella casa di riposo, rivolta anche a chiunque fosse interessato a conoscere i vari step del lavoro fatto.

“Questa iniziativa – le dichiarazioni in conferenza stampa di Angelo Cristofarosi era arenata con la precedente amministrazione, trovando una accelerazione con questo nuovo corso. L’orto sociale arriva dagli Stati Uniti, dove la maggior rappresentante è la first lady Michelle Obama (che nell’orticello della Casa Bianca, ha avviato una coltivazione, ad uso personale, di broccoli e zucchine, ndr). È una opportunità per le categorie di persone più svantaggiate ed è un messaggio importante per l’intera comunità”.

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