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Storie di giovani/ Jada, giovane fotografa, che ama immortalare le albe e i tramonti (Photogallery)

Jada profiloMARIA CRISTINA GIOVANNITTI

Anche sul giorno più difficile, arriva sempre il tramonto: uno stile d’arte dai colori vividi ed accesi, quello della giovane fotografa campobassana, Jada Bisonni. È lei che, con la sua reflex, passa il suo tempo ad immortalare le albe ed i tramonti che danno inizio e fine alle giornate su Campobasso e che si diletta con i book fotografici.

Jada ha una passione: la fotografia. Per lei ogni scatto racchiude i suoi occhi, il suo cuore e la sua anima. Eppure è consapevole che la sua città lascia poco spazio all’arte. Campobasso, spesso la protagonista delle sue foto, è al contempo la città dove i giovani non hanno opportunità per il futuro. Ecco perché Jada, a 22 anni, si è dovuta trasferire a Forlì per seguire un corso di fotografia. È lei stessa, pur amando la sua città, a vedersi tra 10 anni lontana dal Molise per continuare a fare il lavoro dei suoi sogni.

Cos’è per te la fotografia? “Per me la fotografia è un pò come una mamma perché è al mio fianco fin da quando ero bambina. Scatto perché è l’unico modo per tenere vivi i ricordi ed i dettagli più belli che ci regala la vita ma che col passare del tempo sbiadiscono nella nostra mente”.

Che tipo di lavoro c’è dietro ogni tuo scatto? “Dietro ad ogni scatto ci sono i miei occhi. Amo molto osservare la natura, gli oggetti, le persone o qualsiasi tipo di soggetto che è nelle mie fotografie e nell’osservazione c’è lo studio della composizione e creazione della foto e il mio cuore. Quando premo il pulsante per scattare e guardo il soggetto, il mio cuore è gioioso. In quell’istante faccio ciò che mi rende felice e ovviamente una volta creati gli scatti c’è un lavoro di post-produzione al computer”.

Quando pensi: “Questa è una buona fotografia”? “Una fotografia è buona quando trasmette delle emozioni, quando la guardi e ti vengono i brividi perché racconta una storia, perché in un quadrato che raffigura  qualcosa può esserci una storia e quando tecnicamente è tutto corretto e non ci sono errori di luci o colori e prospettiva. Sinceramente per le mie foto l’ho pensato pochissime volte. Scatto con una reflex dal 2012 e fino ad ora i miei scatti migliori, parlando di tecnica sono pochi, forse poco meno di cinque. Ho ancora molta strada da fare per raggiungere uno stile ben preciso e la perfezione tecnica e soprattutto bisogna studiare e mettere in pratica ciò che si studia, dopodiché seguire le regole sarà facile e anche stravolgerle completamente creando qualcosa di originale. Comunque quando mi è capitato di pensare di aver scattato una buona foto è stato perché la tecnica era giusta, i parametri impostati anche e donava delle emozioni attraverso i colori, la prospettiva ed il soggetto immortalato”.

Quando è nata la passione per la fotografia?La passione per la fotografia è nata con me. La macchinetta mi ha sempre accompagnato in ogni gita scolastica, o uscita in qualche luogo insieme alla mia famiglia o amici. Ma ho scoperto che la mia strada era la fotografia, quando nel 2012, mi è stata regalata la mia prima reflex. In questi anni ho imparato che fare una fotografia e trasmettere un messaggio attraverso uno scatto non è semplice ma, se ci sono la passione e la voglia di farlo, si può imparare qualunque cosa”.

Quali sono i soggetti che preferisci immortalare? “Amo immortalare le albe e i tramonti. Molto spesso mi alzo la mattina presto per guardare l’alba e puntualmente la immortalo in una fotografia. E’ come se fosse un bacio di buongiorno del cielo. Svegliarsi così dolcemente non è da tutti. Saper osservare neanche. E poi ci sono i tramonti. Starei ore a guardare questi spettacoli che ci regala la natura e immortalarli. Peccato che la durata sia minima. Mi affascina anche fotografare le persone. Inoltre, amo la fotografia creativa, mi piace prendere gli oggetti e creare qualcosa di originale, surreale”.

Passione ma anche studio e ricerche. C’è un’artista a cui t’ispiri? “Non c’è un artista in particolare a cui mi ispiro, pur avendo guardato e riguardato spesso foto di grandi artisti. M’ispiro guardando il cielo ogni mattina, dipende tutto da esso. La mia ispirazione è il cielo”.

Che stile identifica le tue fotografie? “Le mie fotografie non hanno sempre uno stile ben preciso perché in questi anni sto cercando di perfezionarlo. A me piace molto lo stile vintage con colori poco accesi e sbiaditi, ma riconosco che le mie fotografie sono il contrario e cioè sullo stile moderno, con colori accesi e allegri. Come la mia personalità: raggiante, briosa”.

Com’è il lavoro nel backstage? “Il lavoro nel backstage è molto divertente perché bisogna preparare la scena che sia di un servizio fotografico o altro. Però è anche impegnativo perché in quel momento devi dare significato a ciò che fai ed alle foto da creare e preparare bene la scena affinché gli scatti donino delle emozioni”.

Secondo te quanto spazio ha un’artista di crescere a Campobasso? “Campobasso è molto carina, sono nata e cresciuta qui e avrei desiderato formarmi nel mio territorio e lavorare come professionista dove sono nata ma purtroppo ho capito che non è possibile. Per poter fare un corso di fotografia sono dovuta andare al nord, qui non c’è organizzazione. Né un’Accademia di Belle Arti o quantomeno una scuola di fotografia. Mi dispiace dirlo ma non credo ci sia futuro per noi giovani sia in questo settore che in altri”.

Tra dieci anni come e dove t’immagini? “Tra dieci anni m’immagino in giro per il mondo come fotografa per qualche evento importante con uno studio fotografico tappezzato di fotografie, insieme ai miei amici fotoamatori”.

 

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