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Palazzo Moffa, la riforma che manda a casa a 65 anni con la possibilità di avere ‘super pensioni’

SAM_3896In I Commissione a Palazzo Moffa è al vaglio una proposta di legge che apporterà delle riforme nel sistema pensionistico degli inquilini di via IV Novembre. Fulcro della discussione è l’articolo 10 della Legge di Stabilità del Molise che fa, appunto, riferimento alle pensioni dei consiglieri della Regione.

Vero è che questa riforma pensionistica manderà a casa i consiglieri a 65 anni, così come precisato dallo stesso presidente del Consiglio Regionale, Vincenzo NiroSiamo comunque passati da un sistema in cui il vitalizio si poteva percepire a 60 anni ma con le anticipazioni previste anche a 55. Oggi il diritto si matura a 65 anni e a seguito dell’esercizio del mandato per almeno cinque anni effettivi in Consiglio regionale” ma il timore è di tornare a casa con delle pensioni d’oro.

Infatti ogni mese sulla busta paga degli eletti a Palazzo Moffa viene trattenuto il 20 percento dell’indennità di carica, cambiando il sistema da retributivo a contributivo. Significa quindi che questa quota, aggiungendosi ai contributi che la Regione Molise già versa per ogni consigliere regionale in quanto lavoratore, sarà accumulata nel loro fondo pensionistico. Questi soldi versati per ogni inquilino di Palazzo Moffa andranno a finire in un istituto di previdenza che dovrà essere individuato dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio.

A questa nuova riforma delle pensioni, volendo, non ci si può opporre perché il cambiamento è stato voluto dall’allora Governo Monti con il decreto 174 e al quale sistema contributivo, inoltre, tutti i consiglieri sono assoggettati “d’ufficio”.

Molti, così, avanzano l’ipotesi dell’ennesima ‘furbata’ della casta che, non troppo tempo fa, aveva sforbiciato i vitalizi.

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