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Sanità, il Tavolo tecnico alza il muro sul Molise. Frattura: “Alle loro condizioni diciamo no”. Commissariamento vicino

frattura conferenza fine anno 2

Il governatore Paolo Di Laura Frattura

Il Molise ancora bistrattato nella riunione del Tavolo tecnico riunitosi oggi, venerdì 9 aprile, a Roma per valutare nuovamente il piano di rientro del deficit sanitario della piccola regione. La riorganizzazione targata Frattura non corrisponde alle aspettative dei funzionari dei Ministeri della Salute e dell’Economia per i quali in primo piano c’è il rientro del deficit, che come una spada di damocle pesa da troppo tempo sulla testa dei molisani. Un’ennesima bocciatura, dopo la quale è lo stesso numero uno del Molise ad avanzare la richiesta di commissariamento della sanità.

Un incontro, quello di oggi, durante il quale, come riferisce lo stesso governatore è stato del tutto “ignorato, il lavoro di prospettiva e dei nuovi indirizzi”. “La parte tecnica – commenta amareggiato Frattura di ritorno dalla Capitale – trincerata dietro a un muro di contrarietà impenetrabile, in particolar modo la rappresentanza del Mef, continua a imputarci inadempienze tutte derivanti dal passato, sia sul versante economico sia sul versante sanitario fermandosi ad analizzare, oggi, in maniera esclusiva soltanto il 2013. Usciamo dalla nuova verifica per gli adempimenti regionali e comitato Lea – fa sapere così il presidente e sub commissario ad acta – con la certezza che non ci sia alcuna voglia di sentire altre motivazioni che non quelle meramente ragionieristiche. Il diritto dei cittadini alla salute, però, non è un conto matematico. La riorganizzazione dell’offerta sanitaria, per noi, passa esclusivamente per due canali precisi, qualità ed efficienza. Parametri, la qualità e l’efficienza, che per i tecnici del Ministeri dell’economia e del Ministero della salute evidentemente contano poco o niente”.

Dunque, ancora una sconfitta per la piccola regione alla quale i tecnici romani, e in modo particolare il sub commissario Rosato, per far fronte al deficit, hanno paventato l’ipotesi di mandare a casa i 500 contrattualizzati a tempo determinato, ritenuti in esubero. Nuove misure restrittive che per Frattura assumono la dimensione di un vero e proprio “gioco al massacro al quale non bisogna sottostare”.

“La sanità la fanno medici, infermieri, operatori di ogni livello, si può chiede il governatore prescindere dal loro contributo, dalla loro prestazione, dalla loro professionalità? Senza di loro in che modo si garantisce qualità? Senza di loro come si assicurano i livelli essenziali di assistenza?”.

Sempre in relazione al personale da impiegare nelle strutture pubbliche, per il presidente della Regione è poi “impossibile accettare la soluzione delle graduatorie, visto che l’ultima a disposizione risale a ben dodici anni fa. “Se prosegue Frattura – per evitare il commissariamento della nostra sanità, le condizioni, che il Tavolo tecnico di Roma continua a imporci, si riducono ancora una volta all’indistinta chiusura degli ospedali pubblici, all’aumento delle tasse per i cittadini, alla contrazione di un nuovo mutuo di 290 milioni di euro e al licenziamento di centinaia e centinaia di operatori che lavorano nel nostro servizio regionale, noi per primi diciamo no”.

“Come si fa – evidenzia ancora il numero uno del Molise – a pensare che un territorio regionale, ancorché dai numeri contenuti in termini di popolazione, possa non avere ospedali? La politica, il buon governo, non si fanno con i tagli. È facile, ma non è né etico né giusto. Noi ci confrontiamo con i cittadini, con i cittadini abbiamo discusso anche scelte molto difficili. Questo è il nostro compito, non il resto. Il Molise – precisa poi – non può permettersi sei ospedali pubblici, lo sappiamo ma questo non vuol dire semplicemente: chiudiamo, semmai riorganizziamo. Puntiamo – rilancia deciso Frattura – alla qualità, alla sostenibilità, all’efficienza, all’appropriatezza. Era ed è la nostra idea. Non è convincente? Ne prendiamo atto. Aspettiamo che il Governo risponda a questa nuova richiesta di commissariamento per il Molise, perchè non sarò io a liquidare la nostra sanità, i nostri diritti di cittadini molisani. Del nuovo commissario ‘numeri e accetta’ – conclude poi il presidente del Molise – ne saranno contenti forse solo coloro che con invettive, attacchi e contestazioni ci hanno ‘favorito’ in questo difficile compito di riorganizzazione del servizio sanitario regionale, oggi davvero a rischio più di ieri”.

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