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L’emozione del ‘Teco Vorrei’ inonda di nuovo le strade di Campobasso. In migliaia per la processione del Venerdì Santo (photogallery)

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GIUSEPPE FORMATO

L’emozione è sempre la stessa quando si ascolta il ‘Teco Vorrei’, cantato dalle settecento persone che intonano il canto di Pietro Metastasio, durante la processione del venerdì Santo a Campobasso. L’impatto emotivo è di quelli che strappano il pianto in gola.

Anche quest’anno un’immensa folla ha inondato le strade cittadine per il rito religioso più sentito dalla comunità, con il corteo funebre per la morte di Gesù Cristo che prende il via dalla chiesa di Santa Maria della Croce per attraversare tutte le strade principali del centro cittadino.

Una processione con un’unica voce, capace di commuovere.

Il corteo, come è consuetudine, ha fatto anche quest’anno tappa davanti alla casa circondariale di Via Cavour, dove un carcerato ha letto una lettera di speranza per tutti i fedeli e alla quale ha replicato Sua Eccellenza Bregantini con un discorso che è arrivato al cuore dei fedeli.

La processione è un insieme di stati d’animo differenti: dal canto del ‘Teco Vorrei’, al Gesù Morto, alla Madonna Addolorata per le atroci torture subite dal Figlio del Signore e, ovviamente, ai messaggi di pace e speranza letti da una delle persone recluse nel carcere, da Bregantini, da don Luigi Di Nardo, parroco di San Leonardo, e dal diacono Pierluigi Garofalo. Per un giorno la città si stringe attorno all’evento religioso, per il quale tutti portano profondo rispetto.

Non sono mancati, come di consueto, i politici cittadini, presenti nel corteo, nel coro, ma anche nascosti tra la folla.

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